Yame-che?

Posted on Saturday, October 21st, 2006 at 13:05, under life.

Vedere anime in lingua originale è – oltre che una scelta obbligata, in molti casi – un modo per acquisire involontariamente familiarità con alcuni termini giapponesi che vengono ripetuti in continuazione. Quando poi si iniziano a notare delle leggere differenze nell’uso dei termini, spunta la curiosità di capire come mai siano stati usati in un modo piuttosto che in un altro.

Yameru (fermare) è un verbo molto comune in un certo genere di anime… sto parlando ovviamente degli shounen (e non degli hentai, pervertiti che non siete altro :D), gli anime mirati al pubblico maschile. Ok, anche gli hentai sono mirati al pubblico maschile… per semplificare diciamo che shounen in ambito manga/anime indica solitamente azione, mazzate ed esplosioni a tutto andare.

Yameru è la forma base del verbo, quella che si trova sui dizionari, e corrisponde ad un presente/futuro (la distinzione viene dal contesto) informale. Dal momento che termina in ~eru, il verbo è un ichidan.
[Nota a margine: in giapponese la coniugazione dei verbi non dipende né dal genere né dalla persona né dal numero].
Negli anime, tuttavia, la forma base di questo verbo non è molto interessante. Molto più spesso capita di sentire un personaggio urlare “yamero!“: in questo caso il suffisso ~ro indica un imperativo (“Ti ordino di fermarti!”).
In altre situazioni può capitare di sentire “yamete kudasai“: in questo caso si usa la forma verbale ~te, il cui significato è di solito specificato da un’altra forma verbale. ~te kudasai indica una richiesta (“Ti prego di fermarti”) ed il termine kudasai specifica che il significato della richiesta è più vicino ad una supplica che non ad un imperativo.
Una forma di cui mi sono accorto solo recentemente è “yamenasai“. Il suffisso ~nasai indica un comando (“Fermati!”), ma è una forma più educata rispetto a yamero.

Dopo tutta questa disquisizione, a qualcuno potrà essere venuto in mente un’altra frase molto comune negli anime: la famosissima “chotto matte kudasai“. Come risulta chiaro per analogia, si tratta della forma ~te del verbo matsu (aspettare). Considerato che il significato di chotto è “un momento/un attimo”, possiamo tradurre la frase con “ti prego di aspettarmi un momento”, o più liberamente “aspetta un secondo, per favore”.

Una nota finale: NON ho mai studiato giapponese in vita mia (purtroppo) e tutto ciò che ho scritto è frutto di curiosità e ricerche tra vari siti dedicati a questa lingua. Se ho scritto qualche stupidaggine, perdonatemi ;)

5 Responses to “Yame-che?”

  1. Manga Says:

    Sono ormai MESI che ascolto musica Jap on a regular basis.
    Eurobeat (cantata in giappo), e J-Pop / Rock (tutta roba commercialotta, ma non solo Hinoi-team :D )
    I miei amici non sanno più come recuperarmi :P davvero.

    Sono anche ormai mesi che penso che mi farebbe piacere fare un giro in Giappone.
    Non solo perché ho visto Tokyo Drift :P Ma perché, forse te l’avevo già detto ma non ricordo, ritengo che Tokyo forse è la città adatta ad un tecnofilo-tamarro-urbano come me (^_^)

    E il fatto che Ruby-lang provenga proprio da laggiù mi incuriosisce ancora di più…

    Ma la domanda è: e se ci iscrivessimo ad un corso di Giapponese ? (O_o) e non lo sto dicendo tanto per dire :) … giusto per avere qualche base e trovare qualcuno con cui poi parlare.

    Poi con la scusa di qualche conferenza su Ruby prendiamo l’aereo !! :D

  2. “Poi con la scusa di qualche conferenza su Ruby prendiamo l’aereo !! :D”

    Questo è un genio. :D

  3. Simbul Says:

    Questo è un genio. :D

    Non per niente è con lui che sto lavorando alla tesi ;)

    Il corso di giapponese è una delle cose che hanno stazionato più a lungo nella mia TO-DO-list.. a intervalli regolari mi ripropongo di iniziare, ma ho sempre paura di non trovare il tempo.

    In effetti per ruby sarebbe utile però: quando si cerca doc su google vengono sempre fuori risultati in giapponese :D

  4. SW Says:

    Chotto matte kurasai (asd), se dovete studiare i kanji vi faccio gli auguri :P
    Effettivamente queste forme le ho sentite spesso guardando certi anime.
    Cmq un giretto in giappone me lo farei anche io, peròcosta una cifra… ma state parlando di Ruby on Rails? Mi sto leggiucchiando in questi giorni alcuni articoli, piuttosto interessante…

    Tari, sei davvero un tecnofilo-tamarro-urbano! :D ;)

    Hail

  5. Simbul Says:

    Si, i kanji sono un casino… ma al momento per fare il figo col giapponese mi basta il nostro alfabeto :D
    Stiamo parlando di ruby, più che di RoR: ovvero del linguaggio di programmazione che poi è stato messo su rotaie per creare il framework.

    Btw, Manga, che fine ha fatto il para-para? :D