Hype al contrario

Posted on Thursday, December 21st, 2006 at 23:00, under mind soup.

L’hype può essere deleterio: la delusione è sempre dietro l’angolo. Per questo sarebbe utile un po’ di hype al contrario

Ma cominciamo dalle basi: di cosa stiamo parlando? Google define suggerisce:

Hype: Extreme promotion of a person, idea, or product.

A livello di marketing, creare hype è probabilmente una buona idea: ingenerare aspettative nei potenziali clienti è un passo importante per farli diventare clienti effettivi. Da questo punto di vista ho pochi dubbi sul fatto che l’hype aiuti le vendite.

Il problema è che il marketing, una volta venduto il prodotto, ha esaurito il proprio scopo e si disinteressa nella faccenda. Ma cosa succede all’acquirente, che si trova in mano un oggetto di cui per mesi ha sentito tessere lodi sperticate? Le sue aspettative nei confronti del prodotto sono (giustamente) molto alte: questo significa che la probabilità di rimanere deluso aumenta enormemente.

Pensateci: quante volte è successo che un amico vi consigliasse caldamente un libro, un film, un gioco? E quante volte, dopo averlo effettivamente sperimentato, vi siete ritrovati a pensare “mi aspettavo qualcosa di più”?

Exit hype, enter… hype al contrario.

Pensate invece a cosa sarebbe accaduto se non aveste nutrito grandi aspettative: al peggio, avreste confermato la vostra opinione iniziale, ma sarebbe anche stato molto più probabile rimanere piacevolmente sorpresi. In effetti, molti dei CD che più mi sono piaciuti hanno beneficiato degli effetti dell’hype al contrario: se mi fossi aspettato chissà cosa, prima di ascoltarli, probabilmente mi avrebbero lasciato indifferente. “Tutto qui?”, avrei pensato.

Può sembrare che l’hype al contrario giovi soprattutto al fruitore del prodotto, per evitare una delusione. Eppure, può essere impiegato utilmente anche in una prospettiva piuttosto vicina al “marketing”. In effetti, quando consigliamo qualcosa ad un amico, tendiamo a privilegiare la qualità della sua esperienza rispetto al semplice fatto che ci abbia dato retta (ovvero: non basta che abbia letto il libro che gli abbiamo consigliato, vogliamo anche che gli sia piaciuto). In questa ottica, una giusta dose di hype al contrario può servire ad aumentare la probabilità che il nostro consiglio venga apprezzato.

Rimane, comunque, un particolare a cui prestare attenzione: ciascuno di noi è bersagliato quotidianamente da consigli – più o meno interessati – su cosa leggere, guardare, mangiare, ascoltare eccetera. In una situazione del genere, poiché il tempo per fare tutto non c’è mai, un leggero hype è indispensabile per superare la soglia che rende un prodotto degno della nostra attenzione. E’ quindi necessario un giusto bilanciamento tra hype e understatement, se vogliamo che i nostri consigli siano veramente apprezzati come meritano ;)

8 Responses to “Hype al contrario”

  1. Non solo: l’hype è applicabile al marketing, ma l’hype al contrario no. L’esempio che mi viene in mente è questo: se anche un amico ti consigliasse con hype al contrario qualcosa, ovvero calibrando bene il bilanciamento, e poi a te piacesse, cosa succede? Che tu lo elogeresti in modo sperticato, a meno di non avere nozioni sull’hype al conrario.

    Quindi, penso che mentre l’hype si possa propagare e influenzarae le vendite, l’hype al contrario non supera un singolo passaggio di testimone…

  2. Simbul Says:

    Uhm interessante punto di vista in effetti. L’hype è “virale” per sua stessa natura, mentre l’hype al contrario non lo è affatto.
    L’aspetto curioso è che – nella maggior parte dei casi – ciò che viene comunicato in maniera virale non è la qualità del prodotto, ma l’hype stesso, in un processo che potenzialmente si autoalimenta.

  3. Pampurio Says:

    La Fiat Duna, neglli anni ’80, è stata oggetto di hipe al contrario, sia del singolo che sulla stampa (Cuore, by M. Serra).
    Un timido inzio, non capito all’epoca.
    Prodotto “sfigato” di per suo, ha fatto vendite “anche” grazie all’ “epih”.
    Non trovate?

    Pampurio

    PS:
    blog pieno di spunti interessanti.
    La mia opinione conta una cippa, ma è tra i migliori (da me letti) a livello di efficacia della comunicazione grazie alla sofisticata semplicità del linguaggio utilizzato.
    Bravo Alessandro!!

  4. Simbul Says:

    Grazie per i complimenti ;)

    Riguardo la Fiat Duna, ammetto di conoscerla solo di fama (ricordo una battuta di Zuzzurro e Gaspare che ne parlavano come “l’unica macchina che sbanda da ferma”); non saprei dire, però, se sia stato un caso di hype al contrario oppure semplicemente di messa in luce dei difetti evidenti di un prodotto.
    In che senso dici che ha fatto vendite grazie all’hype al contrario?

  5. Bill Says:

    Siamo sicuri che la Duna abbia venduto parecchio anche da noi e non solo in Brasile? :D

  6. Pampurio Says:

    azz….. parlo della Duna e mi chiedete cose che mi fanno capire quanto son vecchio…

    ecco qui: http://www.fiatduna.com/

    era talmente brutta e spartana, e sputtanata (hipe al contrario), che alla fine vendeva (poco, non certo parecchio) senza il supporto della pubblicità tradizionale .
    Persino il calendario ha avuto !
    E come per ogni oggetto che ha personalità (che piaccia o no) ecco anche il sito dedicato agli anti duna (tipo apple o no apple): http://antiduna.forumcommunity.net/

    Un piccolo fenomeno provinciale, ma il germe “epih” c’era già.

    Michele Serra ha solo raccolto emozioni che circolavano, le ha catalizzate, le ha fatte incontrare, ha strutturato la cosa e ha organizzato anche i “Duna raduni” alle feste di Cuore, dove i proprietari delle Duna si incontravano per conoscersi e parlare “male” della loro macchinetta…. più hipe al contrario di questo, cosa c’è?