Archive for May, 2006

Un dilemma

Wednesday, May 17th, 2006

Se avete un minimo di competenze informatiche, vi sarà capitato di ricevere richieste di aiuto da parte di utenti inesperti, e di trovarvi nella situazione di dover configurare un nuovo ambiente di lavoro.

Sulla scelta del sistema operativo non si pone neanche il problema: Windows al momento è l’unica opzione proponibile. Sugli altri programmi però mi sono recentemente trovato in dubbio.

Meglio installare Internet Explorer, che è un browser ormai obsoleto e soprattutto pieno di buchi, oppure installare Firefox? La scelta potrebbe sembrare ovvia, ma si scontra con il problema che - ad oggi - Internet è ancora orientata verso IE. Posso permettermi di installare un browser che, per quanto migliore in situazioni normali, rischia di visualizzare in modo scorretto alcuni siti (perchè testati dal designer solo su IE) o addirittura vedersi tagliato fuori da alcuni contenuti (Windows update, tanto per fare un esempio)?

Lo stesso vale, ad esempio, per Outlook/Thunderbird e per MS Office/Openoffice. In quest’ultimo caso sorgono anche considerazioni economiche, naturalmente. Vale la pena di spendere fior di euro per un prodotto che verrà usato comunque all’1% delle sue possibilità? Per contro, però, come spiegare ad un utente inesperto la differenza tra file .doc e .odt, con la sostanziale incompatibilità “a senso unico” dei due programmi?

[PS: Perchè un dilemma? Perchè il Dilemma per me può essere solo quello del signor G. ]

Portrait de Simbul

Monday, May 15th, 2006

Simbul by Funazza
Opera di Funazza :D

Le vie della musica

Monday, May 15th, 2006

Un curioso esempio delle strade che può prendere la musica.

Qualche settimana fa ho acquistato l’ultimo album dei Tangent, A place in the queue. Il primo album dei Tangent che ho ascoltato - The Music that died alone - mi aveva colpito a tal punto che per questo ultimo lavoro avevo grandi aspettative. Non posso dire che ai primi ascolti fossi rimasto deluso, ma di certo mi aveva lasciato un po’ freddo.

Forse la storia si sarebbe fermata in quel momento: forse avrei semplicemente smesso di ascoltarlo ed A place in the queue sarebbe stato solo uno dei tanti album carini-ma-non-abbastanza che mi sono capitati tra le mani.

Non molto tempo dopo, però, un post sul blog di un mio professore del Politecnico - l’ultimo posto dove mi sarei aspettato di sentirne parlare - mi ha fatto tornare la voglia di ascoltarlo. Ed ora sono felice di averlo fatto, poiché A Place in the Queue è in effetti un album che richiede del tempo per essere compreso, ma si rivela poi in tutta la sua bellezza e complessità.

La title-track, in particolare, è veramente meravigliosa… non riesco a fare a meno di continuare a canticchiarla. :D

Zen

Monday, May 15th, 2006

“Zen” è un meme piuttosto di moda in questo periodo. Ve ne propongo una interessante visione alternativa. :D

Volere è potere?

Sunday, May 14th, 2006

Ieri sera sono uscito di casa di pessimo umore. Poi però mi sono chiesto “Servirebbe a qualcosa ruminare un’incazzatura per tutta la sera? Visto che tanto non cambierebbe nulla, perchè non me ne fotto e mi diverto ugualmente?”.

Di solito non sono molto bravo a convincermi, in queste situazioni. Tuttavia, contro ogni possibile previsione, ha funzionato. :)

WIIral marketing

Saturday, May 13th, 2006

Viral marketing: in sostanza, sfruttare come veicolo pubblicitario il passaparola.

Wii: il nome della nuova console di Nintendo (conosciuta finora come Revolution).

Quando il nome Wii è stato annunciato, Internet ha iniziato immediatamente a pullulare di reazioni e commenti, la maggior parte dei quali sotto forma di risatine e battute. La sensazione in genere è stata che il comparto marketing di Nintendo si fosse bevuto il cervello. Eppure…

Wii è un nome stupido (e potenzialmente vittima di giochi di parole, in inglese). Ma proprio perchè è così stupido, sembra che sia impossibile smettere di ripeterlo. Nei webcomics e nei forums piccoli Wii spuntano come funghi continuamente.

No matter if they talk good or bad about me, as long they talk about me

Oscar Wilde

A Place in the Queue

Tuesday, May 9th, 2006

And far away in a land we built when we were younger,
Our dreams stand tall and our hopes still flare with youth,
But we sold them, we sold them all for the price of a B.M.W.
Adding our name to the spreadsheet and
Taking our place in the queue

The Tangent – A Place in the Queue

ZenPress 1.0

Monday, May 8th, 2006

ZenPress è una plugin per Wordpress che rende facile inserire immagini da una galleria Zenphoto nei post di un blog.

Inizialmente è stata una cosa che ho sviluppato solo per mia comodità, ma quando mi sono accorto che non esisteva niente di simile ho deciso di rilasciarla al pubblico. Questa è la pagina ufficiale di ZenPress, by the way.

Prima di questa versione 1.0 ho rilasciato alcune beta sul forum di Zenphoto. Nel frattempo si è anche sparsa la voce e questo non può che farmi piacere, naturalmente ;)

L’idea al momento è quella di rilasciare in futuro altre versioni con qualche aggiunta o miglioramento. Naturalmente ogni feedback è gradito.

L’usura delle parole

Sunday, May 7th, 2006

Le parole si usurano.

Un tempo, “cazzo” era una parola riservata ai momenti di rabbia peggiore ed aveva tutta la carica dirompente di una parola tabù. Ora è più che altro un intercalare: potrei tirarlo fuori in qualsiasi momento nel corso di un discorso senza neanche accorgermene.

Qualche mese fa “asd” era un tipo di risata molto particolare, riservata ad ambiti estremamente ristretti. Pian piano ho iniziato ad usarla sempre di più, fino a che è diventata una cosa normale. Quello che prima potevo esprimere con “asd” adesso devo esprimerlo con cose tipo “asdasdfdfgdgdsh”. Quando anche questo diventerà abitudine probabilmente dovrò far salire il gatto sulla tastiera. :D

In un tempo lontano, “esclusivo” significava veramente “riservato a pochi privilegiati“. Ora il primo paio di occhiali di plastica che esce con una rivista a tiratura nazionale può fregiarsi di essere esclusivo.

La lingua si evolve, questa non è una novità. Alcune parole si usurano, altre finiscono dimenticate, altre ancora modificano il loro significato. Eppure, è in un qualche modo triste vedere una parola perdere il suo status, sbiadire fino a dover essere sostituita, non avere più quello stesso significato con cui per anni la si è usata.

(Il doppio senso era voluto, se qualcuno l’ha notato e se lo è chiesto :P)

CVD

Saturday, May 6th, 2006

CVD, ovvero: Come Volevasi Dimostrare, una sigla che ho apposto innumerevoli volte alla fine delle dimostrazioni dei teoremi, al liceo (sostituita - durante una parentesi anarchica - con CDD, Come Dovevasi Dimostrare, a sottolineare il fatto che a me, di dimostrarlo, non fregava una beata fava :D).

Quando si inizia a scrivere qualcosa per molte volte è inevitabile declinare verso la calligrafia tipica dei medici, ovvero un bel tratto, molto artistico, ma sostanzialmente indecifrabile. I miei CVD hanno seguito la medesima parabola, tanto è vero che mi sono ritrovato a dover spiegare ad una sbigottita prof di matematica come mai alla fine del compito in classe avessi scritto qualcosa che sembrava decisamente un CIAO :P

Tutta questa intro scolastica (inconsciamente alimentata da questo post di Foll, senza dubbio) per una notizia molto semplice: come volevasi dimostrare la bufala di Tom Cruise (cliccate qui se vi servono ripetizioni ;)) vaga ancora libera e non smentita per il mondo, tanto è vero che ha fornito lo spunto per un trafiletto sul Magazine del Corriere della Sera di questa settimana (Camilla Baresani, pag. 20).

CIAO!