Blog: comunicazione personale o mass media?

Posted on Thursday, June 22nd, 2006 at 14:05, under tech.

Il mondo dei blog si è evoluto, in questi anni, raggiungendo volumi di tutto rispetto (ad Aprile 2006, Technorati tracciava oltre 35 milioni di weblogs). Questo significa che dei trend iniziano ad emergere in maniera netta.

Uno di questi trend, a mio parere, è quello che porterà sempre di più i blog a dividersi in due categorie: da un lato blog riservati ad una cerchia ristretta di amici, dall’altro blog con un larghissimo pubblico, simili per ruolo ai mass media tradizionali.

E’ stato più volte osservato negli anni che, ordinando i blog in base ai link entranti (e quindi alla loro popolarità), si ottiene il grafico di una funzione potenza (vedi questo articolo di Clay Shirky): in pratica esiste un ristretto numero di blog che riceve moltissima attenzione ed una lunga coda di blog (la stragrande maggioranza) che ne riceve pochissima.

I pochi blog che possono contare su un bacino di utenza ampio tendono sempre più a trasformarsi in mass media. Del resto non sarebbe pensabile che un blog con decine di migliaia di contatti al giorno possa mantenere le stesse caratteristiche di interattività dei blog meno frequentati. Un valido esempio è il sito di Beppe Grillo, un mastodonte che viaggia sull’ordine dei 1000 commenti per ogni post: pensare che qualcuno si prenda la briga di leggerli e rispondere a tutti è assurdo. E’ ovvio che un blog di questo tipo si avvicini inevitabilmente alla comunicazione monodirezionale tipica dei siti/programmi di informazione di massa.

Dall’altro lato esiste un sottobosco di migliaia di blog che non otterranno mai un’ampia visibilità. Il punto è che probabilmente non la cercano. La maggior parte di questi blog sono infatti rivolti (a volte inconsapevolmente) ad un pubblico molto ristretto, costituito da amici e conoscenti. Pubblicare un saggio e vederselo letto solo da 3 persone può essere frustrante, mentre pubblicare il resoconto di un sabato sera e sapere che lo hanno letto 3 amici dà la sensazione di una conversazione[1]. Su blog di questo genere è più probabile che si sviluppi una dinamica bidirezionale, con l’autore dei post che risponde ai commenti (e – probabilmente – con discussioni sui post che spesso proseguono durante gli incontri dal vivo con gli amici).

Ovviamente ci saranno anche blog in posizione intermedia tra questi estremi, ma rappresenteranno una minoranza. In effetti, è probabile che blog di questo tipo – se non dovessero riuscire a fare il salto nell’olimpo dei blog più frequentati – si debbano alla fine ridurre a blog di tipo “conversazionale” o chiudere del tutto.

Quale sarà il futuro dei blog? Quanto ancora si possono allontanare dalla forma originaria del web-log? Qualcosa mi dice che non dovremo aspettare molto, per avere le risposte. ;)

[1] L’esempio è tratto dal già citato articolo di Clay Shirky. L’ho trovato per caso mentre facevo ricerche per questo post ed ho scoperto con un certo stupore che un paragrafo era dedicato esattamente al problema su cui stavo riflettendo :D