Dont’ support it. Report it.

Posted on Sunday, January 28th, 2007 at 12:03, under mind soup.

Ho appena ricevuto un DVD che ho acquistato su un online shop inglese. Dentro la custodia, un flyer giallo mi informa che:

IMMIGRATION CRIME
By rejecting DVD piracy you’re helping us tackle it

Don't support it. Report it.

La parte migliore, comunque, arriva con la spiegazione:

You may remember the 21 Chinese illegal immigrants who tragically lost their lives whilst picking cockles in Morecambe Bay. Investigations by the Lancashire Police led to the houses of the men responsible for their deaths. There they found over 4000 counterfeit DVDs and computers containing counterfeit material.
Lin Liang Ren and Lin Mu Yong were charged with 21 counts of manslaughter, perverting the Course of Justice, assisting and facilitating illegal immigration and manufacturing of false work permits. They received a total of 23 years imprisonment between them.
DVD piracy costs too much.
Don’t support it. Report it.

Devo essere sincero: non sono sicuro di aver compreso il triplo carpiato logico con cui si tenta di sostenere la tesi. Qualcosa tipo “se la gente non comprasse DVD contraffatti i criminali non riceverebbero soldi, quindi non potrebbero finanziare le loro attività, quindi non potrebbero sfruttare l’immigrazione, quindi i 21 cinesi non sarebbero morti”.

Ah, beh.

6 Responses to “Dont’ support it. Report it.”

  1. SW Says:
  2. Il tizio che ha scritto quella robaccia dovrebbe essere mandato al corso di Retorica 101, o magari “Retorica for Dummies” o ancora “Why the hell I’m so dumb? 1001 scientific answers” :P

    ha! :D

  3. Cymon Says:

    Bhe, almeno qua in Italia arrivano al massimo a darti dello sfigato (http://www.e-duesse.it/edtv/antipirateria_16.mov), non ti considerano complice di stermini…
    Ma comunque si nota abbastanza che tutta la gente messa a lavorare sull’argomento ha studiato alla stessa scuola di retorica e sociologia…

  4. Simbul Says:

    In realtà, anche se non arriviamo agli stermini, anche qui in Italia si sono dati da fare per criminalizzare il fenomeno: per mesi al cinema ricordo di essere stato assalito dallo spot che diceva “non ruberesti un’auto”, “non rapineresti una vecchietta” eccetera.

    Per salvare il copyright, tra l’altro, i retori e sociologi di cui sopra equiparano nella sostanza la pirateria “light” (quella del p2p, per intenderci) all’operato delle organizzazioni criminali che lucrano sulla vendita di prodotti contraffatti.
    Anche senza arrivare agli eccessi assurdi del flyer di cui ho parlato nel post, è probabilmente vero che la vendita di DVD contraffatti alimenta le casse della criminalità organizzata. Paradossalmente però, proprio per l’ostinazione di voler considerare alla stessa stregua due tipi di comportamento (p2p e vendita) così diversi tra loro, alla fine tutte le posizioni del fronte pro-copyright perdono forza ed appaiono sproporzionate, anche quando sono in realtà valide.