Generations

Posted on Tuesday, July 17th, 2007 at 20:25, under mind soup.
In case you’re worried about what’s going to become of the younger generation, it’s going to grow up and start worrying about the younger generation.

Roger Allen

Questa frase vista oggi per caso in rete risuona intensamente con una sensazione che da sempre mi accompagna: quella che tutto sommato ogni generazione sia più o meno uguale a tutte le altre. Tutti sognano di cambiare il mondo e poi finiscono per limitarsi a guardare i più giovani mentre tentano di farlo. Tutti si scontrano con la famiglia, con gli adulti, con il loro modo di pensare così incredibilmente assurdo, salvo poi ritrovarsi qualche anno dopo a pensare nel loro stesso modo, a condividere la medesima incapacità di capire le “nuove” generazioni.

La cosa più interessante - penso - è come sia possibile che le nostre convinzioni mutino in maniera spesso radicale, man mano che passa il tempo. Come la scala di ciò che è importante nella vita si modifichi anno dopo anno.
E come tutto questo, alla fin fine, ci sembri assolutamente normale. Avere idee che anni prima avremmo rifiutato sdegnosamente non sembra crearci particolari problemi: la lentezza del cambiamento ci fa accettare tutto, quasi senza che ce ne accorgiamo.

Abbiamo torto oggi? Avevamo torto allora? O forse ci siamo solo adattati alle situazioni, man mano che ci comparivano davanti

2 Responses to “Generations”

  1. Andrea Says:

    Ciao,
    son capitato per caso nel tuo blog (anzi a dir la verità l’ho visto xchè ho scaricato degli appunti)

    Ci penso spesso anch’io, mi riferisco al fatto delle nuove generazioni.
    Io sono giunto alla conclusione che, una volta passata una certa età, non è vero che condividiamo tutti
    “la medesima incapacità di capire le “nuove” generazioni”. Io la capisco benissimo.
    Sai perchè? sostanzialmente non è cambiato nulla da quando ero io in quella fase, e forse (con le dovute differenze per motivi storici etc) un ragazzino di 15-18 anni vuole le stesse cose che voleva mio nonno alla sua età.

    Alla fine, io penso che sia un po’ una frase fatta, non c’è molto da capire delle nuove generazioni,
    perchè sono uguali a noi, 10 anni fa. Se non ci siamo capiti noi stessi, è inutile tentare di capire loro, adesso.

    Io credo che non ci sia molto da capire. Il concetto che accomuna tutte le nuove generazioni è l’infattibilità
    di molti degli ideali che portano avanti (sempre che portino avanti qualcosa). E di questo sono sicuro che la stragrande maggioranza se ne accorge, in prima persona, dopo qualche(o più) anno.

    E’ vero, le nuove generazioni, nei paesi occidentali, industrializzati, sono abbastanza carenti di valori morali, vuoto colmato da altre cose (discorso complesso). Quest’onda di falso rinnovamento che sembra venire dalla nuova generazione di turno alla fine perde la sua forza quando ci si deve misurare col mondo reale, e non con quello idilliaco dello studente delle scuole superiori, che si può permettere (per fortuna) di pensare solo alla musica, alla morosa e agli ideali.
    I veri rinnovatori, in ogni nuova generazione, sono pochi, gli altri sono pecore del branco che copiano la moda del momento (o del periodo, se vogliamo) e si spengono dopo qualche anno.

    Insomma, volendo estremizzare un po’ il discorso:
    Una volta cresciuti, quando devi pensare a come portare a casa la pagnotta (come si suol dire), ti vien voglia di tagliarti i rasta, e, per volere o per dovere, ti concentri sulla praticità della vita quotidiana.

    Andrea

    p.s.: complimenti per il blog, ho letto alcune riflessioni veramente profonde e interessanti

  2. Simbul Says:

    Grazie ;)

    E’ vero: crescendo aumentano le responsabilità (e diminuisce il tempo libero… sigh) e questo senza dubbio richiede un adattamento. Quello che mi stupisce sempre, comunque, è la facilità con cui siamo in grado di scivolare da posizioni apparentemente inamovibili ad altre quasi opposte nell’arco di pochi anni. Sembra una contraddizione, se non si tiene in considerazione la forza con cui il contesto ci spinge al cambiamento.

    Sul capire le nuove generazioni, potresti aver ragione: dopotutto sono ciò che eravamo noi solo qualche anno fa, quindi non dovrebbe essere troppo difficile metterci nei loro panni.
    Tuttavia, ci sono due elementi che secondo me lo rendono difficoltoso. Da un lato, se è vero che gli adolescenti di oggi hanno più o meno gli stessi sogni/comportamenti/aspirazioni di quelli di 10, 20 o 100 anni fa, è anche vero che molto spesso questi sogni e comportamenti sono quelli che abbiamo dovuto abbandonare crescendo: è possibile riconoscerli perché li abbiamo già vissuti, ma non capirli veramente, perché ormai non ci appartengono più.
    Dall’altro lato, c’è un livello molto più terra-terra, che riguarda le cose più banali e quotidiane: che musica ascoltano? Quali sono i loro idoli? Con cosa si divertono, cosa leggono, dove vanno a mangiare… eccetera. Possono sembrare particolari di poco conto - e in effetti lo sono - ma fa un certo effetto pensare che quando eravamo adolescenti (o bambini: vale lo stesso) li conoscevamo alla perfezione. Ora li conosciamo ancora (i nostri), ma sono spuntate nuove generazioni che ne hanno degli altri. E spesso questi nuovi particolari ci sono oscuri, perché l’unico modo per percepire veramente lo zeitgeist di una generazione è farne parte.

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