Il percorso di minima resistenza

Posted on Sunday, July 22nd, 2007 at 21:37, under mind soup. Tags: , ,

Inizialmente, quello che pensavo di scrivere era un post sull’apprendimento e sul percorso di minima resistenza. Riflettendo sullo studio della batteria, mi era venuto in mente come - normalmente - quando decidiamo di intraprendere qualche azione cerchiamo di imboccare il percorso di minima resistenza.
Suonando, ad esempio, utilizziamo quasi sempre le tecniche, i tempi ed i ritmi che conosciamo bene, minimizzando in questo modo lo sforzo richiesto dall’azione. D’altra parte però - ho pensato - i miglioramenti più consistenti vengono quando ci si mette alla prova su qualcosa di mai tentato prima, andando in questo modo consapevolmente incontro ad una resistenza. In questa ottica, quindi, il cammino di minima resistenza porta fondamentalmente all’immobilismo e andrebbe di conseguenza evitato quando possibile.

Mentre cercavo su internet una definizione formale del concetto di minima resistenza, mi sono imbattuto in vari scritti che - parlando tra l’altro di Tao e filosofia orientale - mi hanno fatto sorgere qualche dubbio. Forse il percorso di minima resistenza non è ciò che pensavo io.

Se versiamo dell’acqua su un piano inclinato, questa scorrerà via seguendo la strada che offre minore resistenza. Se costruiamo un circuito elettrico, la corrente seguirà il principio della minima resistenza. Se apriamo due finestre dai lati opposti di una stanza il vento entrerà a far volare via tutto, perché quella è la via che offre la resistenza minore.

E un essere umano che seguisse il principio di minima resistenza, cosa farebbe? E’ probabile che il nostro intuito ci suggerisca come unica soluzione l’immobilismo: visto che molte delle cose che facciamo ci sembrano faticose, viene da pensare che si incontri la minore resistenza non facendo nulla.
Eppure, l’acqua su un piano inclinato sta forse immobile in una pozza? La corrente smette di fluire? Il vento smette di soffiare?
Tutto il contrario: il loro moto naturale prosegue proprio perché seguono il percorso con la minima resistenza.

L’immobilismo (o l’ozio, se preferite) è una soluzione facile solo in apparenza: stare fermi in mezzo ad una folla in movimento è tanto difficile quanto lo è il cercare di correre più veloce della folla o andare in direzione opposta. Il percorso di minima resistenza in questo caso significa fluire con gli eventi, con il mondo, con quello che ci circonda.

Ora mi accorgo di essere andato troppo sull’astratto. Torniamo al punto di partenza: perché lo studio di nuovi esercizi sulla batteria - studio che senza dubbio non è facile - rappresenta in realtà un cammino a bassa resistenza? La risposta era estremamente semplice, tanto che non l’avevo neanche vista, inizialmente: gli esercizi, per quanto ripetitivi e a volte frustranti, erano comunque fonte di soddisfazione. Insomma, la realtà è che li facevo per piacere, altrimenti li avrei direttamente evitati.

A volte basta un piccolo cambio di prospettiva per scoprire cose inaspettate.

4 Responses to “Il percorso di minima resistenza”

  1. Hai tirato fuori due concetti mica da poco: minima resistenza e piacere. :)

    Quello che tu definisci minima resistenza peraltro io lo chiamo esattamente come hai fatto tu nell’ultima parte: fluire con gli eventi. Non può non tornarmi in mente il fiume di Eraclito. Tutto Scorre, Panta Rei.

    Il seguito è la necessaria conseguenza: la passione è ciò che dovrebbe guidarci, perché è ciò che rende la vita degna di essere vissuta ed è in grado di non farci mai rammaricare delle nostre scelte. Comunque sia andata, ho seguito la mia passione e mi sono divertito. :)

    Post molto denso. :)

  2. SW Says:

    … ma con ’sto caldo? ma pensa alle spiagge e alle ragazze incostume, va! :D
    dobbiamo organizzare la serata alcolica prima che si parta tutti!!! ;)

  3. Simbul Says:

    fluire con gli eventi

    Sì, questo è in effetti il miglior riassunto del concetto di minima resistenza a cui sono giunto l’altro giorno. Se riuscissi anche a metterlo in pratica, sarei a cavallo :D
    Sulla passione, non sono proprio sicuro che seguendola non si rischi comunque qualche rammarico. Certo che, come forza propulsiva, ha una spinta davvero impressionante: a fare le cose senza passione ci si ferma ad ogni minimo ostacolo, mentre se è la passione a spingerci, li abbattiamo senza neanche vederli.

    @SW: non è che non ci sia spazio per pensare anche a quello, eh :D

  4. Cymon Says:

    Simbul, il tuo livello di ingegneria è arrivato a spaventare PERSINO ME.

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