Segnali deboli
Posted on Monday, July 28th, 2008 at 10:22, under tech. Tags: futuro, gps, innovazione
La tecnologia GPS si è diffusa con la bruciante velocità tipica di tutte le evoluzioni tecnologiche che hanno avuto successo negli ultimi anni. Il GPS per usi civili non esisteva neanche, prima del 1996, mentre oggi lo troviamo persino nei telefoni cellulari come l’iPhone.
Allo stesso modo i navigatori satellitari per automobile stanno diventando piuttosto comuni, man mano che il prezzo e le dimensioni dei dispositivi si riducono. Non mi stupirebbe, tra qualche anno, constatare che hanno raggiunto una diffusione pari a quella delle autoradio.
Che impatto può avere tutto questo sul modo in cui le strade sono segnalate? Avrà ancora senso piazzare dei cartelli su strade e autostrade? Oppure i cartelloni blu e verdi a cui siamo abituati inizieranno silenziosamente a sparire, come è successo alle cabine telefoniche con l’avvento dei cellulari?
Ancora: tutte le modalità di trasporto potranno sfruttare la navigazione GPS, oppure ne esistono alcune che intrinsecamente non ne hanno bisogno? Ha senso un navigatore GPS per chi va a piedi o in bicicletta? Potrebbe diventare una necessità, se davvero la segnaletica comincerà a rarefarsi?
Per tutti questi quesiti non ho risposte: solo curiosità. A volte anche le domande possono essere interessanti ;)
Photo by Phil Romans.
>Ha senso un navigatore GPS per chi va a piedi o in bicicletta?
Se il mio TomTom fosse leggermente più piccolo, me lo porterei dietro anche in bicicletta, per decidere magari eventuali percorsi alternativi e sapere quanta strada sto facendo (certo, ho anche il contakm, ma non lo ritengo così affidabile).
penso che un navigatore, in tutte le occasioni, abbia la sua utilità.
io, in quanto novello nostradamus, ritengo che i cartelli stradali non spariranno e sarebbe molto meglio così.
aspetto di venire contraddetto, come quando anni fa dissi che le fotocamere sui cellulari non avrebbero mai preso piede a causa della scarsa qualità, con il risultato che adesso tutti i cellulari ne hanno un onboard.
vabè.
ot: bella simbul, ma tu quando parti per le vacanze? io ho ancora due settimane di lavoro pieno. se non parti troppo presto ci si becca per una birra con luca? ciau
@Fabio: Interessante. Tra l’altro mi chiedo: si potrebbe trasportare il navigatore as-is nell’ambito delle bici o delle passeggiate oppure servirebbero delle modifiche? Dopotutto le macchine seguono percorsi abbastanza rigidi, mentre calcolare un itinerario a piedi potrebbe essere più complesso
@SW: Beh, nell’ambito della futurologia la tua ipotesi vale quanto la mia :)
Come mai pensi che sarebbe meglio se non sparissero, però?
Sì ha senso un GPS per la bici e anche per chi gira a piedi: se ti trovi in una città che non conosci (o che è particolarmente complessa). È abbastanza frequente incontrare londinesi che girano con la loro AtoZ, un GPS integrato nel cellulare risolve il problema (è quello che google find me fa già anche senza GPS ;) ).
Ovviamente l’utilità si moltiplica se pensi non solo al GPS ma all’integrazione tra GPS e altri servizi: TomTom ti può dare informazioni sul traffico e sulla posizione degli autovelox, analogamente mentre ti sposti coi mezzi ti potrebbe essere utile sapere che la tal stazione della metropolitana (o il tal bancomat) è fuori servizio, meglio andare al prossimo (e magari ci lasci pure una nota… firulì firulà :P).
Altra considerazione: la segnaletica stradale non potrà più essere usata per creare vantaggio tattico (vedi assenza degli indirizzi convenzionali in giappone).
scenari interessanti :)
mi inusco al coro di chi ritiene utile il gps in bicibletta o a piedi, soprattutto per tragitti non brevi e non conosciuti (ma anche in quel caso potrebbe tornare utile).
Concordo con Bru sulle potenzialità di integrazione di gps e altri servizi, si potrebbero fare un sacco di cosette interessanti…
modifiche per chi lo usa a piedi/bici? secondo me si potrebbe trarre giovamento da una riduzione di peso e miglioramento dell’autonomia, dal punto di vista fisico. Mentre dal punto di vista dei contenuti l’integrazione con servizi e comunità specifiche sarebbe utile anche a sopperire la carenza dei tracciati come sentieri o piste poco conosciute o non rilevate nelle mappe comuni.
la segnaletica sparirà? forse no, ma potrebbe perdere in parte la sua importanza.
ultima cosa un po’ preoccupante.. un dispositivo con gps è fantastico per orientarsi, trovare la strada, costruire percorsi, ma nel momento in cui si blocca /scarica / altro se non si è preparati e se ci si trova in un territorio non conosciuto e non ci sono persone a cui chiedere informazioni.. si rischia di trovarsi con un attacco di panico o più semplicemente nella cacca fino al collo :P
insomma, non bisogna sottovalutare l’affidabilità :)
@Daneel: beh, ormai è storia la leggenda metropolitana del tizio che si è gettato in un fosso perché lo diceva il navigatore :P
Credo che l’affidabilità sia solo una delle parti dell’equazione, assieme al prezzo e alla comodità di uso e trasporto. Certo: così come avviene oggi per i cellulari, se il dispositivo non funziona può essere un bel casino.
Tutto si risolve, a mio parere, nel trade-off tra l’utilità di uno strumento nel caso di funzionamento normale e i possibili rischi in caso di malfunzionamento. Se dovessimo pensare solo al worst case non useremmo più neanche aerei, macchine, forchette e coltelli :)
@Bru: la possibilità di offrire informazioni contestuali è in effetti un altro grande vantaggio del posizionamento tramite GPS - che tra l’altro mi fa pensare subito a scenari fantascientifici di augmented reality, oltre che a wakeme.at ;)
Cosa intendi con vantaggio tattico? Nulla esclude che, in un mondo in cui l’unico modo di orientarsi è dato dal GPS, lo stesso vantaggio sia dato dal diverso modo di indicare i luoghi su una mappa.
certo ;) non volevo fare la parte del tecnofobo che pensa sempre al peggio. era solo un’annotazione da, come dici tu, mettere nell’equazione.
Vantaggio tattico: se dai a tutti una mappa ti servono di meno gli indirizzi. Il fatto che il giappone abbia un sistema di indirizzi diverso dal resto del mondo (non a caso introdotto durante la WWII) gli garantirebbe un leggero vantaggio tattico. Con un gps, forse questo viene a cadere.
Quanto all’integrazione e ai device fisici, la componente gps in sé è già minuscola, è che siamo abituati a vedere le versioni per auto, dove ha senso utilizzare lo spazio offerto dal cruscotto. nel contesto di bici / piedi secondo me l’ideale sarebbe una guida audio (già fattibile) e opzionalmente una mappa (ad esempio sul cellulare, ma perché no proiettata su un hud in stile augmented reality).
Non so se avrebbe veramente senso, ma io è da un pezzo che vorrei un navigatore da pedone XD
comunque aspetto con ansia il navigatore integrato nel parabrezza che ti segnalerà la strada direttamente… sulla strada! (ovviamente non esiste, ma io lo so che prima o poi arriverà XD)
@Mag: si, quello sta sempre nel filone della augmented reality. Del resto è da decenni che la fantascienza ci propone sistemi del genere… prima o poi anche la scienza dovrà adeguarsi :D
@bru: intendi un vantaggio militare? Non ho ben capito quale.
La dimensione fisica dipende in effetti anche dalla necessità di visualizzare la mappa. In questo senso un hud sarebbe molto comodo. Ho qualche dubbio sulle indicazioni solo vocali: allo stato attuale se non avessi il supporto visuale sbaglierei la strada indicata dal navigatore il 50% delle volte :P
@Daneel: of course. Tra l’altro l’integrazione con contenuti geolocalizzati avrebbe ancora più senso per un dispositivo orientato ai pedoni (o ai ciclisti): rispetto a chi usa l’auto è molto più probabile che si fermino o facciano una piccola deviazione se il navigatore segnala qualcosa di interessante.
@Mag: questa robetta ( http://www.vimeo.com/1208591?pg=embed&sec=1208591 ) già non sarebbe male :)
@Daneel Olivaw: in effetti già sarebbe carino, ma vuoi mettere con uno schermo grande quanto tutto il parabrezza? :D
Che poi potrebbe fare altre cose fighe, come evidenziare i pedoni o i camion che ti stanno venendo addosso XD