Death Note
Friday, August 29th, 2008
Torno dopo tanto tempo a parlare di anime. Death Note è uscito a fine 2006, ma solo grazie a queste ferie estive sono riuscito a finire tutti i 37 episodi: mi ero fermato a metà della serie circa un anno fa (prima di partire per il Giappone), convinto di essere già arrivato al vero finale (guardate l’episodio 25 e senza dubbio capirete perché).
Tutto sommato non mi ero sbagliato: la prima metà della serie è molto più interessante della seconda. Su una cosa, però, ero in errore: il vero finale non era ancora arrivato.
Arrivato alla conclusione (quella effettiva, dopo 37 episodi) la mia prima reazione è stata di disappunto: un finale molto deludente, quasi stonato rispetto a tutti gli altri colpi di scena della serie.
Eppure, è un finale che non riesco a levarmi dalla testa. Sono ancora convinto che uno svolgimento diverso mi avrebbe soddisfatto di più, ma devo ammettere che anche il finale effettivo non fa una grinza. E’ intenso, ben orchestrato, e soprattutto maledettamente triste.
La serie nel suo complesso vale la pena di essere vista, anche se nella seconda parte il meccanismo che la rende interessante inizia ad apparire abusato. E’ fondamentalmente un thriller, la cui forza sta tutta nel gioco di astuzia che vede contrapposti i personaggi principali, in un susseguirsi continuo di cambi di fronte e colpi di scena. La tensione è sempre molto alta e questo comporta qualche inevitabile sfilacciamento, in una trama che deve reggere 37 episodi.
In conclusione, Death Note è un anime che - fosse stato di soli 26 episodi - avrei consigliato a scatola chiusa. Così com’è lo consiglio lo stesso, ma tenete presente che la seconda parte cala in maniera abbastanza vistosa. E che il finale vi lascerà un gusto amaro in bocca per giorni.
L’immagine è CC km1980.