Geografia fantasy

Posted on Monday, September 1st, 2008 at 10:05, under mind soup. Tags: , ,

Leggendo The Hobbit ho avuto una sorta di illuminazione. Le mappe non servono a niente.

Mi spiego. La maggior parte dei fantasy della “vecchia scuola” si svolgono secondo il radicato cliché del viaggio avventuroso: parti dal punto A per arrivare al punto B e nel frattempo attraversi il bosco C, ti riposi nel castello D e squarti il mostro E.

Ognuno di questi viaggi segue un percorso, che potrebbe essere tracciato con precisione su una mappa. In effetti, molti libri fantasy si aprono con una mappa della zona in cui si svolge l’avventura.

Ora, secondo me questa mappa non serve a nulla.
Non solo: la mia sensazione è che le stesse indicazioni geografiche che costellano la storia vengano bellamente ignorate dalla maggior parte dei lettori. Il bosco C era ad est o a ovest delle montagne F? Come mai i personaggi stanno andando verso Nord, se 100 pagine fa ero convinto che la meta fosse a sud-est?

Il fatto è che le indicazioni sono (1) quasi sempre inessenziali e (2) un carico cognitivo che porta benefici scarsi o nulli. Gli stessi motivi per cui non ci si ricorda quasi mai di un percorso fatto in auto mentre guidava qualcun altro: si arriva a destinazione indipendentemente dall’attenzione posta alla strada percorsa, quindi tanto vale concentrarsi su altri particolari. Come la signora col cappello buffo nell’auto a fianco. O quella coda di drago che spunta da dietro una curva.

5 Responses to “Geografia fantasy”

  1. Credo che tu abbia ragione, ma solo in parte. Perché penso che per quanto sia vero che ai fini della storia la mappa sia poco rilevante, visto che la storia deve potersi leggere comunque, questa è però in grado di fornire un approfondimento, permette a chi vuole di approfondire e comunque, anche se non la guardi, permette di creare un ambiente e un contesto.

    Se poi la storia è in più parti, il lettore si trova via via più coinvolto se le storie si localizzano sempre su quella mappa. Non solo: permette anche di parlarne. Tutti si immaginano le cose in un certo modo, ma se c’è una mappa c’è una ed una sola disposizione spaziale, così quando parliamo di LotR noi due sappiamo che è “giusto” che Moria sia proprio lì. :)

  2. Glorfind3l Says:

    Concordo con quanto detto da Foll e aggiungo: se dovessi togliere le indicazioni geografiche da un libro fantasy ti verrebbe fuori un libretto di 20 pagine :asd:

    Scherzi a parte, oltre a fornire approfondimento alla trama le mappe permettono poi il loro riutilizzo per successive opere. Se io non mi limito a raccontare un viaggio, ma descrivo il percorso che fanno x personaggi, creando effettivamente un mondo con caratteristiche geografiche ben distinte e precisamente posizionate (catene montuose, pianure, città, ecc) poi in un secondo momento posso creare mille altre storie ambientate in quel “mondo”. Se il mondo è fatto bene e un racconto ha successo poi non è strano che le opere prendano anche il nome da esso…vedi I racconti della Terra di Mezzo o le Avventure del Mondo Disco ;)

  3. Simbul Says:

    In effetti il fatto che la mappa non serva a nulla è più che altro un’estremizzazione del concetto.
    Diciamo che la mappa è uno di quegli elementi di contorno di cui non ti accorgi finché non mancano :D

    Inoltre la mappa in sé non è il focus della questione: ciò che mi interessava evidenziare è come spesso ci si lasci semplicemente “trasportare” dall’autore, che sicuramente conosce il percorso meglio di noi ;)

    Il Mondodisco credo sia un caso a parte. Se non vado errato lo stesso Pratchett ha esitato a lungo prima di pubblicare una mappa del suo mondo (“You can’t map a sense of humor”).
    Ovviamente con l’aumentare dei racconti il mondo si è complicato pian piano e suppongo che alla fine le richieste dei fan siano diventate troppo insistenti da ignorare. Penso però che – ancora più che in altri casi – il Mondodisco non abbia bisogno di alcuna mappa.

  4. Bru Says:

    e bravo! e secondo te come ci tornava indietro Bilbo senza una mappa? Altro che “andata e ritorno” :P

  5. riffraff Says:

    imo la mappa è una rimanenza storica… nel senso che, tolkien ha messo le mappe, perché creava un background sterminato.
    Da lì in poi tutti mettono la mappa, che non è difficile come inventarsi quattro lingue e non è palloso come scrivere le genealogie dei re di numenor ;)

    D’altronde, uno come fa ad apprezzare i dettagli mlitar-strategici senza indicazioni geografiche? :)