Riepilogo musicale /5
Posted on Saturday, March 7th, 2009 at 15:15, under reviews. Tags: album, joss stone, musica, opethLa volta scorsa sono tornato ancora nel passato (‘70 e ‘80). Stavolta vediamo un paio di album molto più recenti. Apparentemente nulla li accomuna, ma in realtà condividono il fatto di essere album che attendevo con curiosità e di cui ancora non mi sono fatto un’opinione netta.
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Partiamo da Joss Stone. Avevo già avuto modo di parlarne anni fa, in occasione dell’uscita dei suoi primi due album. Ai tempi mi auguravo che non finisse per seguire la traiettoria da starlette di Britney Spears o Christina Aguilera e aspettavo al varco il terzo album proprio per verificare la cosa.
La copertina mezza nuda di Introducing Joss Stone non mi aveva ispirato grande fiducia ed in effetti il primo ascolto dell’album mi ha lasciato fortemente deluso: anni luce dai lavori precedenti, con fastidiosi inserti hip-hop e ammiccamenti che sembravano fatti apposta per arpionare ragazzini su MTV.
Dopo un periodo di rifiuto ho però riprovato ad ascoltare l’album e stavolta ne ho tratto un’impressione diversa. Gli inserti hip-hop sono sempre fastidiosi, ma la musica non è poi male. Direi quasi che rispetto agli album precedenti c’è stata un’evoluzione positiva: la produzione è più pulita ed il suono più compatto, in generale più maturo.
Sulla traiettoria, il giudizio rimane sospeso :D
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Anche degli Opeth ho già parlato ed anche per loro ero in attesa dell’ultimo album: la nuova direzione musicale intrapresa in Ghost Reveries mi aveva lasciato perplesso ed aspettavo al varco Akerfeldt e compagni. Purtroppo, nemmeno Watershed ha risolto i miei dubbi.
Una delle riserve maggiori che avevo sul gruppo era legata all’abbandono di Martin Lopez, il cui stile batteristico era forse uno dei motivi principali che mi facevano apprezzare gli Opeth. Da questo punto di vista devo però dire che Martin Axelrot fa egregiamente il suo dovere, pur avendo uno stile ovviamente diverso.
Watershed continua nel solco già tracciato: parti melodiche accostate a parti più dure e tipicamente metal, anche se le prime guadagnano uno spazio che in passato non avevano, grazie all’inserimento delle tastiere. Si sente chiaramente che la produzione musicale è di livello sopraffino, ma rimane qualcosa di poco convincente che non riesco a focalizzare. Forse ho semplicemente esaurito il mio bonus di black metal che posso ascoltare senza stufarmi :D
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