Riepilogo musicale /6
Posted on Thursday, March 12th, 2009 at 16:16, under reviews. Tags: album, extreme, musica, ritualSe la volta scorsa ho parlato di due album con pochi legami tra loro, questa volta ne presenterò un paio che non hanno proprio nulla in comune.
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Innanzitutto, Pornograffiti degli Extreme.
Uno dei grandi misteri della musica è come sia stato possibile che la loro canzone più famosa – More than Words – sia anche la più lontana dal loro genere abituale. Non c’è nulla, nell’hard rock tendente al funk di Pornograffiti, che spieghi l’esistenza di un pezzo come More than Words. Eppure questa è la canzone per cui gli Extreme sono ricordati da tutti.
Questa premessa dovrebbe aver chiarito cosa ci si può aspettare dall’album: riff serrati di chitarra, ritmiche spedite, testi leggermente sopra le righe[1].
I pezzi, presi singolarmente, hanno tutti un gran groove. L’unica pecca è che ascoltarne una decina uno dietro l’altro rende l’album un po’ ripetitivo, alla lunga.
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Ed ora, per qualcosa di completamente diverso, voglio parlare dei Ritual, gruppo prog-folk svedese guidato da Patrik Lundström, già voce dei Kaipa, ennesimo progetto dell’infaticabile Roine Stolt.
Ok, ora che ho citato una valanga di nomi che nessuno conosce, parliamo dell’album :D
The Hemulic Voluntary Band è un curioso concept album, basato sul mondo e i personaggi creati da Tove Jansson – della quale avevo letto qualcosa molti e molti anni or sono.
I pezzi vanno dalla scanzonata presentazione della band (in stile Sgt. Pepper) a brani più rock ad altri più d’atmosfera, tutto con una forte componente folk.
La vera perla dell’album è però l’ultima traccia: A Dangerous Journey è a tutti gli effetti una favola in musica, 26 minuti durante i quali si dipana una storia semplice ma affascinante come solo i racconti per bambini sanno essere. Commovente.
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[1] In effetti un’altra eccezione vistosa è When I First Kissed You, che sembra un pezzo da pianobar :D
Le copertine sono copyright dei rispettivi detentori dei diritti.
In effetti mi lascia abbastanza sorpreso come gli Extreme siano praticamente una banda appena conosciuta.
Ci sono pezzi veramente freschi e divertenti, (nonché impossibili da suonare :’D) come warheads, cupid’s dead, when I’m president, it, decadence dance, get the funk out… consigliati :)
In effetti “impossibili da suonare” è una buona definizione, a livello chitarristico :D
Che io sappia gli Extreme non hanno mai fatto il botto: anche More than Words non è che abbia tirato l’album più di tanto. Vai a capire perché.
Concordo pienamente con il fatto che la quinta traccia di Pornograffiti non abbia nulla a che fare con il resto del cd, difatti devo ammettere che, in contrasto con quanto da te detto, è l’unica traccia che dopo svariate volte che ascolto tale cd, mi son stancato di sentire, per cui vado sempre dalla 4 alla 6 :P
Il resto del cd è uno dei miei preferiti, devo ammetterlo, nonostante il nome degli Extreme, direi stranamente, con un cd simile non è arrivato ad avere una fama che a mio parere si meritava.
C’è anche da dire che More than Words è un pezzo terribilmente inflazionato: qualsiasi essere dotato di orecchie sul pianeta Terra l’avrà già sentita almeno cento volte. Ovvio che dopo un po’ possa stufare ;)