Appunti da una lezione americana

Posted on Sunday, July 5th, 2009 at 00:28, under life. Tags: , ,

Come era possibile intuire dal post di qualche giorno fa, sono stato per lavoro negli Stati Uniti. Ho visitato Philadelphia (decisamente di corsa) e la cittadina universitaria di State College, entrambe in Pennsylvania. Lascio qualche appunto sparso, che potrete gustare insieme ad una galleria fotografica (powered by Nokia 3600, quindi non aspettatevi qualità reflex :D).

Innanzitutto: confermo che per andare negli States bisogna compilare un questionario surreale le cui domande più significative sono “abusa o è dipente da droghe?”, “è mai stato coinvolto in attività di spionaggio, terrorismo, genocidio?”, “vuole entrare negli Stati Uniti per compiere attività criminali o illegali?”. Non solo: il questionario è da compilare online prima del viaggio e da ricompilare tale e quale sull’aereo, in forma cartacea. Misteri della burocrazia.

Sull’aereo, mi sono trovato a decifrare un curioso lavandino alieno: una levetta da premere per l’acqua fredda, una per l’acqua calda, una per aprire il tappo. Premerne una sola crea un rigagnolo di acqua gelida o bollente, del tutto insufficiente per lavarsi le mani. Premendo entrambe le leve dell’acqua si ottiene un getto soddisfacente, con l’inconveniente che non ci sono più mani da lavare. Riusciti a premere le leve con una sola mano – grazie a tecniche di prestidigitazione – si scopre che il lavandino è tappato e rischia di esondare in 10 secondi netti. Si lascia al lettore come esercizio scoprire con quale appendice corporea si possa premere anche la leva del tappo.

Convinto che Starbucks sia sinonimo di free wifi, sono rimasto sorpreso nel trovarne uno in cui il wifi non era affatto free. Serendipità ha voluto che fuori dal medesimo Starbucks ci fosse una rete Belkin aperta e liberamente accessibile :)

Per le strade di Philadelphia girano betoniere al contrario, con la parte alta davanti e quella bassa dietro. L’impressione, per l’occhio poco abituato, è quella che i conducenti statunitensi amino guidare a tutta velocità in retromarcia :D

La City Hall di Philadelphia non sembra un edificio particolarmente alto, ma la visita (semi)guidata alla torre sorprende con un panorama niente male. Per salire lungo la torre si prende un piccolo ascensore, che deve essere manovrato da una guardia: non ci sono i classici bottoni dei piani, ma una manopola per fare su/giù/stop. La guardia quindi sale sull’ascensore con i turisti, smanopola per andare su, aspetta i turisti mentre fanno sempre le stesse foto da turista, richiama all’ordine i turisti e infine smanopola per riportarli giù. Moltiplicate per il numero di viaggi al giorno e per i giorni in un anno e capirete perché la guardia della City Hall è probabilmente la persona più apatica e frustrata d’America.

La cittadina universitaria di State College è poco più di un paesino, sdraiato di fianco al campus lungo le due parallele di College Avenue e Beaver Avenue. Ovviamente la maggior parte delle attività commerciali sono dedicate agli studenti, con un proliferare quasi imbarazzante di gadget del college. Una spiegazione del fatto può essere che una maglietta dei Nittany Lions dice al mondo “sono un figo” tanto quanto una maglietta del Politecnico dice al mondo “sono un nerd” :D

I pub della zona sembrano abbastanza diligenti nel far rispettare il divieto a servire alcolici ai minori di 21 anni. Nota per il futuro: mai più uscire la sera senza un documento attestante che si, nonostante sembri uno studentello ho abbastanza anni per bere :P
Altro curioso divieto: non solo non si può fumare nei luoghi chiusi, ma nemmeno in prossimità delle porte, perché “il fumo entra nell’edificio”.

Ho scoperto cos’è il Tailgating: prima delle partite di football importanti le strade vicino allo stadio diventano un’unica lunga distesa di americani che bevono e fanno barbecue. Il supporto principale dell’attività è dato dal classico pickup americano con il portellone posteriore (tailgate) abbassato. La pratica è così diffusa che su alcune strade addirittura dei cartelli intimano “no tailgating”.

Personaggio chiave del viaggio: Joe Paterno. Non ho idea di chi sia, ma a State College è venerato come una divinità del football. In giro si trovano magliette di Joe Paterno, libri su Joe Paterno, pupazzetti con testona penzolante di Joe Paterno e addirittura (in un caso) la palla di vetro piena di neve di Joe Paterno :D

Le hostess Lufthansa sono decisamente più carine di quelle di US Airways. Da tener presente per il prossimo viaggio. (Ah, e i sedili sono più larghi).

3 Responses to “Appunti da una lezione americana”

  1. SW Says:

    paterno nella foto di wiki sembra una versione più vecchia di robin williams :D
    interessante la storia del tailgating.
    ma tirando le somme, il lavoro in cosa è consistito?

  2. Dal punto di vista del lettore, il tuo viaggio americano è stato divertente :)

    (curiosa, fra le alte cose, la betoniera al contrario, che a occhio potrebbe essere grande anche il doppio di quelle nostrane..)

  3. Simbul Says:

    @SW: siamo andati alla C&T2009 (una conferenza su comunità e tecnologia) per presentare itsme.

    @Daneel: il viaggio è stato divertente anche dal mio punto di vista. Credo che non mi sarebbe dispiaciuto passare un semestre allo State College, ai tempi dell’università ;)
    La betoniera in effetti credo sia più lunga: ne ho viste un paio dalla cima della City Hall e facevano uno strano effetto :D