Apple Store: come non progettare un profilo utente

Posted on Wednesday, August 26th, 2009 at 08:50, under life.

Apple a volte sa essere davvero assurda. Il fatto che costruisca prodotti di altissima qualità, con un’attenzione maniacale all’interfaccia utente, mi rende incomprensibile come possa mettere online una schifezza come la gestione profilo dell’Apple Store.

Entro nel sito di Apple Store Italia. Ho già un account, quindi mi piacerebbe fare login. Esiste un link o un pulsante per il login? No.

Alla fine clicco su “account”, che mi sembra concettualmente simile. Mi si presenta questa tabella:

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Sorvoliamo sul padding messo a caso e sulla frase descrittiva più inutile del 2009 (“Tieni traccia degli ordini, modifica e altro.”), ma… cosa ci fanno tutti quei link? Vuoi vedere che sono già loggato?
Ovviamente no: infatti da un link piccino picciò in alto a destra occhieggia un “login”. Clicco.

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“Registrati ora”, mi dicono. Ma come, non dovevo fare login?
Ah no, ho capito: usano “registrati” per “login”. Praticamente come usare “sali per “scendi”, visto cosa significa normalmente registrarsi ad un sito.
Mi “registro”.

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Finisco di nuovo sulla tabella con le varie opzioni, ma ora due sono disabilitate. Ohibò, gli utenti registrati possono fare meno cose di quelli anonimi.

Vabbè, pazienza. Torno allo shop, metto un Leopardo delle Nevi nel carrello, vado alla cassa…

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Come sarebbe a dire, “registrati”? Cosa ho fatto due minuti fa? (Tra parentesi, sorvoliamo sul fatto che le istruzioni sono un po’ al singolare e un po’ al plurale).
Pare che Apple non abbia buona memoria.

Vabbè, mi “registro” di nuovo e arrivo alle Informazioni sulla consegna: Apple vuole sapere il mio nome, cognome, indirizzo e telefono per la spedizione.

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Mi soffermo a rimirare la piacevole disposizione dei campi della form, finché mi sorge un dubbio: ma quando mi sono registrato (registrato davvero, non “registrato”) non ho già inserito questi dati?

Torno alla pagina dell’Account, clicco su Modifica i dati dell’account.

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Sorvoliamo sugli errori di ortografia (“completandi i campi”???): l’indirizzo principale è già inserito. L’indirizzo per la spedizione va inserito solo se differente, quindi dovrei essere a posto.
Vabbè, abbiamo visto che Apple non ha memoria, passiamole anche questa.

Mentre sono nel profilo, però, mi punge vaghezza di annullare l’iscrizione alla newsletter (una checkbox, più giù nella stessa pagina – fuori dallo screenshot di cui sopra). Clicco la checkbox, poi clicco “continua”… errore! Non ho inserito la password e la relativa conferma (i due campi in alto a destra).

Ora, qualcuno mi può spiegare perché per modificare il mio profilo sono costretto a cambiare la password? Non dico ad inserire la mia password per sicurezza – e comunque sarebbe la terza volta – ma proprio a specificarne una nuova.
Mah. Alla fine non cambio nulla.

Torno all’Account, noto un link “Gestione rubrica indirizzi spedizione”: clicco sperando di fare chiarezza.

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“Registrati ora”. Ehi, Apple, sicura che non hai di nuovo esagerato con la tequila? Sono sempre io, quello di cinque minuti fa.
Vabbé: mi “registro” per l’ennesima volta.

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Ok, questo cosa diavolo sarebbe? Righe e parole a caso: forse è un quadro futurista. Andando a tentoni, clicco su “modifica”: sembra un link promettente.

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Ok, il primo campo è in inglese (chissà perché), gli altri sono tutti vuoti.
Apple, dove eri mentre ti dicevo il mio indirizzo? Tra l’altro hai pure il coraggio di chiedermi di nuovo la mia mail che è lo user id dell’account… quello almeno potresti ricordartelo, no?

Dopo aver compilato, posso finalmente acquistare. Mi “registro” ancora una volta (forse non sono abbasstanza convincente quando faccio login) leggo un paio di schermate di riepilogo mezze in inglese e mezze in italiano sgrammaticato, finalmente completo l’acquisto.

Già che ci sono, provo a dare un’occhiata allo Stato dell’ordine:

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Oddio, si ricomincia…

9 Responses to “Apple Store: come non progettare un profilo utente”

  1. Bob Says:

    Notai la stessa cosa, la reiterata richiesta di ID e password, sul network per gli sviluppatori (volevo prelevare i sorgenti di Darwin :-P ): al download di ogni componente mi faceva rifare il login. Forse non hanno ancora scoperto l’esistenza dei cookies?

  2. Xmas Says:

    Strano, circa due anni fa, quando ho ordinato l’iPod Nano con incisione per mio padre, la procedura non era così scandalosa… altrimenti avrei mandato a quel paese l’incisione e l’avrei preso in un negozio qualunque.

    …oppure ho una memoria di merda, proprio come la Apple con l’ID utente :P

  3. Secondo me ti sei andato a imbegolare in percorsi da “esperto” che, in quanto tali, non sono curati: su questo è chiaro, pessimo lavoro di Apple Italia.

    Però il flusso princiapale….

    Io sono arrivato da home page a pagamento in 4 click:
    1. Click su Snow Leopard in home
    2. Aggiungi al carrello
    3. Vai alla cassa
    4. Login
    5. Inserimento codice conferma carta di credito
    6. (non sono andato avanti)

    Avevo già inserito gli shipping address da anni, quindi non me l’ha richiesto. Non so se avrei incontrato problemi in quello step. :)

    Tu hai invece cercato di loggarti prima, operazione che statisticamente non fa praticamente nessuno (:P) e quindi immagino sia stata completamente dimenticata da Apple come flusso.

    ~

    @Bob:
    La parte sviluppatori è stata sviluppata da una scimmia cerebrolesa apatica ex-Microsoft. Non c’è neppure da commentare quanto male sia fatta la parte developers di Apple. :/

  4. sicuro di non essere capitato su appel.com o qualche variante del genere? :P

  5. Simbul Says:

    Cacchio, spero non mi arrivi Snou Liopard allora :D

    @Foll: beh, tu non hai seguito il flusso principale: hai prima compilato gli shipping address (anche se l’hai fatto in una sessione differente).
    Cmq, davvero nessuno si logga mai prima? Questa è una cosa cui non avevo pensato :D Da dove vengono i dati?

    Tra l’altro, al di là dei flussi, si vede che la versione italiana è poco curata: alcune localizzazioni mancano, altre sembrano fatte con babelfish :D

  6. Io ho seguito il flusso principale per un utente medio al secondo acquisto, più o meno. ;)
    Era cmq solo per dire che il flusso principale, seppure anch’esso con qualche quirk come dicevi tu, è molto più lineare e non ha stop evidenti.

    Cmq si, la percentuale di utenti che si logga prima è bassissima – anche se non ho numeri alla mano – quasi da essere statisticamente insignificante, talmente bassa che spesso le persone fanno registrazioni multiple, una ad ogni acquisto se il sistema lo consente (e, sapendolo, una progettazione furba dovrebbe consentirlo senza messaggi di errore). :)

    Se ci pensi cmq il comportamento normale è del tutto analogo al supermercato: entri, selezioni, metti nel carrello, paghi. L’identificazione è implicita, ma ad esempio la fidelity – il modo dei supermercati di identificarti – la consegni in quel momento. ;)

  7. Cymon Says:

    Posso anche venire incontro sul fatto che effettivamente la login gli utenti la facciano alla fine del flusso, ma un sito che, oggettivamente non mantiene la sessione dell’utente per più di due click è comunque stato creato da un babbuino ubriaco. Non si tratta tanto di proporre una certa user experience piuttosto che un’altra e quindi avere una navigazione più curata di un’altra, quanto fisicamente avere sotto un’architettutra qualsiasi o tre tavole di cartone con sopra scarabocchito del codice.

  8. Simbul Says:

    Si, in effetti l’impressione che ho avuto navigando il profilo dell’Apple Store è che sia un agglomerato di oggetti cresciuto in maniera non organica: oggi fa la cosa x, domani si mette una pezza per fargli fare y, dopodomani si aggiunge codice per fare z.

    Anche la teoria delle tavole di cartone cmq mi sembra plausibile :D

  9. Il punto è che il sito la sessione la mantiene: semplicemente c’è una voragine nel task atipico descritto da Simbul nel quale sembra, appunto, che non la salvi. :)

    Ci sono anche operazioni di reset automatico, non dimenticatevelo, per proteggere le carte di credito. Quindi in teoria non è un problema di infrastruttura, anche perché WebObject è sempre stato rinomato per la sua qualità – e non credo che iTunes Store per dire abbia mai perso una sessione. ;)

    Però si, è indubbiamente cresciuto in modo completamente inorganico, come è abbastanza normale per sistemi così critici che effettuano transazioni economiche. :)