WordPress 3.0
Sunday, July 18th, 2010Ho appena fatto l’update a WordPress 3. Mi aspettavo qualche problema, ma è andato tutto liscio come l’olio, persino il mio tema custom funziona senza alcuna modifica.
Chapeau al team di WP3 ;)
Ho appena fatto l’update a WordPress 3. Mi aspettavo qualche problema, ma è andato tutto liscio come l’olio, persino il mio tema custom funziona senza alcuna modifica.
Chapeau al team di WP3 ;)
Droplr è un’applicazione Mac per caricare e condividere file online. Una sorta di ibrido tra Dropbox, Imageshack e un URL shortener tipo bit.ly. Non supporta solamente immagini, ma al momento concentriamoci su questa funzione.
Per ogni immagine caricata, Droplr crea un URL tipo http://drp.ly/cBOcd. Questo indirizzo tuttavia porta ad una pagina che contiene l’immagine, non all’immagine stessa, il che è un problema quando si vuole fare l’embedding dell’immagine.
Una breve ricerca con Google mi ha svelato la soluzione, che mi appunto qua per riferimento futuro: basta aggiungere un “+” alla fine dell’URL per ottenere un redirect automatico all’immagine. Provare per credere: http://drp.ly/cBOcd+.
Eccomi di nuovo a parlare di Skype per OS X. La versione 2.8 ha introdotto i mood messages – una sorta di messaggi di stato come quelli su Facebook – che trovo inutili e fastidiosi.
Ci sono vari modi per disabilitare questa feature (disabilitare le notifiche per quella specifica chat, marcare tutti i messaggi come già letti…). Il migliore è quello che mi hanno suggerito da Skype tramite Twitter (ottimo presidio degli strumenti 2.0, tra parentesi).
Basta disabilitare il checkbox di fianco a “Enable Mood Message Chat” e i mood message smetteranno di infastidirci ;)
Ho appena aggiornato Skype per Mac OS X alla versione 2.8 (2.8.0.722, per la precisione).
Dopo aver riavviato, sono stato piacevolmente accolto da un messaggio di errore che diceva “unable to mount database”.
La soluzione è molto semplice e non provoca la perdita di nessun dato importante (tipo la history o il profilo, che alcuni incauti suggerimenti costringono a cancellare): eliminare il seguente file di lock:
~/Library/Application Support/Skype/<nome-utente>/config.lck
La tilde (~) indica la propria home directory. Il nome utente è – ovviamente – quello del vostro account Skype.
FaberNovel (società di consulenza francese) ha pubblicato un interessante rapporto che in qualche modo riassume ciò che Google è oggi – oltre a ciò che è stato e ciò che vorrebbe essere.
Le slides di FaberNovel sono piuttosto interessanti, anche se ovviamente non contengono nessuna sconvolgente novità. I punti che mi sono sembrati più interessanti:
Osservavo oggi la progress bar di Leopard mentre lentamente mi teneva informato sullo stato di alcuni updates. Probabilmente il mio umore non era già dei migliori: avevo appena resettato il Mac per un misterioso congelamento dell’interfaccia e mi aspettava un altro restart per l’installazione degli updates.

Forse è per questo che, guardando la barra, mi sono reso conto di una cosa. Le progress bar fanno schifo.
Non sto parlando di estetica, ma di problemi nell’interazione. Problemi gravi, a cui però ci siamo talmente abituati da non vederli più. In particolare i problemi sono due, a cui se ne può aggiungere un terzo – meno grave:
I primi due problemi sono quelli che ho notato oggi negli updates di Leopard, mentre il terzo è una caratteristica peculiare delle installazioni Adobe. Gli stessi problemi si riscontrano comunque in moltissimi altri casi.
Viene da chiedersi se mai avremo un qualche progresso verso delle progress bar migliori.
L’immagine è CC kbaird: http://flickr.com/photos/kevlar/2272366843/
Avrò scoperto l’acqua calda? Arrivo con tre anni e mezzo di ritardo?
Probabile, ma me ne sono accorto solo oggi: Google offre automaticamente informazioni sull’ora corrente nei diversi fusi, cercando ad esempio time in tokyo o time in rome.
Finalmente posso evitare di aprire quegli orridi siti con l’elenco di tutti i fusi orari :D
Vi ricordate il video dimostrativo del Content-aware image resizing? Il concetto base era ridimensionare le immagini eliminando le parti poco significative invece di “schiacciare” tutto allo stesso modo (guardate il video e capirete meglio).
L’idea era molto buona, al punto che – scopro oggi – il nuovo Photoshop CS4 avrà proprio questa feature, anche se quelli di Adobe la chiamano Content-aware scale.
Sarei curioso di sapere se lo sviluppo, oltre che l’idea, è basato sulla tecnica presentata nel video di un anno fa oppure se è stato svolto in maniera indipendente.
Dallo User Agreement di LinkedIn, fresco di aggiornamento:
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E’ una mia impressione o ultimamente questi agreement stanno diventando un tantino estremi?
Un curioso suggerimento da parte di Google:

Se questa è la qualità della traduzione, non sono sicuro di volerli visualizzare… :D