Archive for the 'tech' Category

Jazz al risparmio

Monday, July 14th, 2008

Oggi, facendo un salto sul sito del Milano Jazzin Festival, scopro un simpatico messaggio:

Avviso di interruzione momentanea
Il dominio ha superato il traffico web e ftp mensile incluso

E siamo solo a metà luglio. La professionalità del Comune di Milano quando si parla di web e tecnologia non cessa di stupire.

Un Jobs al giorno toglie la mela di torno

Tuesday, June 24th, 2008

In questi miei primi giorni da utente Mac sto scoprendo un sacco di particolari del mondo Apple che mi erano sconosciuti. E’ un processo di scoperta estremamente interessante e gratificante: non mi succedeva da anni di dover esplorare un nuovo sistema da zero ed ogni piccola scoperta mi sembra un evento.
Mi perdonino quindi gli utenti Apple di lunga data, se dico ovvietà ;)

Parlando con un collega di tastiere Apple - e della mia difficoltà ad abituarmi alle nuove shortcuts - siamo arrivati a chiederci come mai lo stiloso tastino con la mela fosse stato sostituito da un ben più prosaico “command”: una scelta di termini e simboli più adatta all’approccio ingegneristico di Microsoft che non alla verve artistica di Apple.

Per capire come mai, Wikipedia mi ha riportato indietro fino al 1983. Nell’agosto di quell’anno, uno Steve Jobs visibilmente contrariato irrompe in uno degli uffici di Apple:

“There are too many Apples on the screen! It’s ridiculous! We’re taking the Apple logo in vain! We’ve got to stop doing that!”

Che era successo?
Il simbolo usato per le shortcut deve ovviamente essere mostrato sullo schermo in ogni posizione in cui si trova una delle shortcuts (guardate quante volte compare “Ctrl” nei menu di Windows) e Jobs pensava che usare il simbolo della Apple in maniera così massiccia fosse un danno di immagine per il logo.

Sarà che sono già stato preso dentro il reality distortion field, ma la cosa mi sembra abbastanza sensata :D

Immagine di Stefan Hartmann, CC Attribution-NonCommercial-ShareAlike.

Out! Out!

Tuesday, June 3rd, 2008

La biglietteria online delle Ferrovie dello Stato è una piccola perla di interaction desing: da utente non registrato in ogni momento è possibile fare log-out, ma non c’è nessun link disponibile per fare log-in.

UPDATE: e per condire il tutto, il termine FAQ è coscienziosamente spiegato come “Frequent Ask Question” :D

Aiutare l’airone a volare

Sunday, May 11th, 2008

E’ stata rilasciata qualche giorno fa la versione 8.04 di Ubuntu, chiamata Hardy Heron (Airone Ardito). Come ogni aggiornamento importante ha introdotto nuove feature molto cool, ma ha anche creato nuovi problemi. Riporto qui un paio di soluzioni per i problemi che sono capitati a me, nel caso possano essere utili a qualcun altro ;)

Non funziona il tastierino numerico!

Dall’aggiornamento in poi, il mio tastierino numerico ha rifiutato caparbiamente di farmi inserire qualsivoglia numero. La soluzione in questo caso è disabilitare il controllo del puntatore tramite tastiera: Andate in System->Preferences->Keyboard->Mouse Keys e disabilitate l’opzione “Allow to control the pointer using the keyboard”.

Non funziona l’audio!

Questo è stato un problema particolarmente fastidioso: di punto in bianco non riuscivo più a sentire l’audio di mp3 e video, mentre l’audio delle applicazioni funzionava a macchia di leopardo. Apparentemente questo problema è dovuto ad un conflitto tra i driver della mia scheda audio (Audigy Player) e quelli della scheda integrata. In questo caso la soluzione è stata impedire il caricamento dei moduli della scheda integrata mettendoli in una blacklist.

Prima di tutto ho dato un’occhiata ai moduli relativi all’audio sul mio sistema:

$ cat /proc/asound/modules

Tra i moduli c’era anche un snd_via82xx: il responsabile del mutismo del mio sistema Ubuntu :D Per risolvere, ho aperto il file /etc/modprobe.d/blacklist ed ho inserito le righe seguenti:

blacklist snd_via82xx
blacklist snd_via82xx_modem
blacklist snd_ac97_codec
blacklist snd_mpu401_uart

Dopo aver riavviato (sic), l’airone afono ha miracolosamente riacquistato la voce ;)

Non funziona Banshee!

A questo problema purtroppo non ho trovato soluzione. Volevo provare Banshee - un player/manager audio - per cercare di liberarmi di Amarok (e dei quintali di dipendenze KDE che ho dovuto installare sul mio bel desktop GNOME :D). Purtroppo, in fase di scanning della mia collezione audio, Banshee si è ripetutamente inchiodato, costringendomi anche al riavvio di Linux (sacrilegio!). Per quanto mi riguarda, Banshee rimarrà nel cassetto fino ad una prossima release un po’ più funzionante.

Non funziona FireBug!

Hardy Heron contiene come default la beta 5 di Firefox 3.0. Il browser in sé funziona piuttosto bene, anche se ovviamente molte estensioni non sono ancora state aggiornate alla nuova versione.
Una delle estensioni che hanno smesso di funzionare nel mio caso è stata Firebug. Dal momento che sviluppare su web senza Firebug è un crimine che grida vendetta al cielo, ho dovuto risolvere il problema al più presto: questo significa dimenticare i potenziali problemi di stabilità e installare la versione alpha di Firebug 1.2 (1.2.0a25X al momento in cui scrivo). Per ora pare che tutto funzioni :)

Come modificare i permessi in Google Docs

Thursday, May 1st, 2008

La gestione dei permessi in Google Docs non è particolarmente intuitiva.

Mi sono trovato a dover modificare i permessi di un documento in modo che non fosse più possibile scriverci, ma solo visualizzarlo - in pratica cambiare il ruolo di tutti i collaboratori in visitatori. Ho esaminato minuziosamente l’interfaccia della finestra di condivisione, ma non ho trovato nulla.

Con un’idea vagamente ispirata al bugfencing, mi sono chiesto come si sarebbe comportato GDocs se avessi inserito nuovamente l’elenco delle persone autorizzate all’accesso, ma come visitatori.
Ha funzionato.

Riassumo questo piccolo trick in caso torni utile a qualcun altro: per assegnare i permessi su GDocs ad un utente è sufficiente inserirlo con il ruolo voluto (collaboratore o visitatore), indipendentemente dal fatto che quell’utente sia già presente nell’elenco delle condivisioni. In questo caso, infatti, il suo ruolo verrà automaticamente aggiornato.

Sprout: la valanga dei flash widget?

Wednesday, January 30th, 2008

Ho appena fatto un giro su Sprout e devo ammettere che sono rimasto abbastanza impressionato.

Partiamo dal principio: Sprout è un servizio che offre la possibilità di creare widget (o “sprouts”) in Flash attraverso un’interfaccia web, pubblicarle online e gestirle dopo la pubblicazione.

L’interfaccia web del builder è forse l’elemento più impressionante: praticamente una versione dell’editor Flash di Adobe estremamente semplificata e facile da usare (e anch’essa realizzata in Flash). Quasi tutti gli elementi che può essere interessante includere in una widget (calendario, player audio/video, slideshow…) sono già presenti come componenti: includerli è semplicemente questione di un drag-n-drop.

La pubblicazione non l’ho provata, ma sembra sia veramente semplice e lineare, con il supporto specifico per le più famose piattaforme di blogging e social networking.

Altro elemento di sicuro interesse è la possibilità di raccogliere statistiche sulle widget (quante volte sono state utilizzate, visualizzate, cliccate). Inoltre tutte le widget sparse per il web vengono aggiornate automaticamente quando si modifica l’originale.

Perché Sprout mi ha colpito così tanto? Dopotutto non permette di fare niente di più di quanto non si potesse realizzare già con Flash.
La chiave, secondo me, sta nella semplicità.
I video sul web si sono diffusi in maniera esplosiva da quando sono diventati facili da includere e visualizzare. L’onda lunga dei blog è iniziata con le piattaforme di supporto alla pubblicazione.

Se davvero Sprout manterrà le promesse di semplicità che questa beta sembra offrire, temo dovremo presto prepararci ad una valanga di widget in flash, che finiranno per infestare ogni angolo del Web 3.0 :D

Teniamo d’occhio DeathSpank

Wednesday, January 9th, 2008

Ron Gilbert ha annunciato oggi sul suo blog di aver trovato - dopo una lunghissima ricerca - un publisher per quello che dovrebbe essere il suo prossimo gioco: DeathSpank: Episode-One: Orphans of Justice.

Del gioco in sé non si sa ancora molto, se non che sarà un misto tra avventura ed RPG che uscirà in vari episodi (suppongo come il recente Sam&Max). Le informazioni al momento sono veramente scarse, ma quando il creatore di Monkey Island fa un annuncio del genere, è il caso di tenere occhi e orecchie ben aperti ;)

Be kind to the Kindle

Tuesday, November 20th, 2007

Ho appena visto il video del Kindle sulla pagina dedicata di Amazon. In pratica, Kindle è un lettore per eBook. Ciò che lo rende interessante:

  • E’ spinto da Amazon, che ha sicuramente i soldi e la base di utenza per riuscire a smuovere il mercato degli eBook (fino ad oggi piuttosto smorto).
  • Collegamento senza fili che non richiede un hotspot wireless: come un cellulare, funziona dappertutto…
  • … e a quanto pare non ci si deve preoccupare di gestire (e pagare) un abbonamento dati wireless (ci pensa Amazon).
  • Selezione, acquisto e consegna dell’eBook sono tutti integrati nel dispositivo: non serve un pc e sembra tutto molto seamless.

Cosa invece mi lascia dubbioso:

  • A livello di design, il Kindle è proprio brutto. Sembra progettato 10 anni fa.
  • A vedere il video, l’usabilità non mi sembra eccezionale. Se va bene, l’interfaccia riuscirà a non mettere i bastoni tra le ruote all’utente, ma non credo si possa chiedere di più.
  • In Italia dubito proprio che le condizioni vantaggiose sul wireless potranno essere applicate.
  • Tutti i libri acquistabili sono soggetti a DRM: bisognerà stare molto attenti alle limitazioni presenti (potrò ancora prestare un bel libro ad un amico?).

Insomma, la mia impressione è che il Kindle possa scuotere il mercato - o forse crearne uno, visto che finora non sembra sia ancora decollato l’interesse per gli eBook - ma non credo che sarà l’equivalente librario dell’iPod: probabilmente dovremo aspettare ancora una generazione o due di prodotti, per avere qualcosa di simile.

Aggiungo che - forse per la meraviglia che ancora riesce a inspirare in me la facilità e comodità di interazione del Nintendo DS - un dispositivo come il Kindle sembra urlare al mondo “datemi un touchscreen!” :D

Nel frattempo, da bravo nostalgico, io mi tengo ancora stretti i miei cari libri cartacei ;)

Dizionario italiano per Thunderbird su Ubuntu

Friday, November 9th, 2007

Avevo già provato un paio di volte, in passato, ad installare il dizionario italiano per il correttore ortografico di Thunderbird sulla mia Ubuntu: entrambe le volte il processo era andato felicemente a buon fine (a parere di Thunderbird) ma poi del dizionario non avevo mai trovato traccia.
Sospettavo si trattasse di una questione di permessi, ma la pigrizia aveva sempre avuto la meglio. Oggi però mi sono stufato di avere sempre il 90% dei miei messaggi sottolineati in rosso dal correttore inglese, per cui ho sguinzagliato Google ed in 5 minuti ho trovato la soluzione.

I file dei dizionari vengono salvati dallo script di installazione in una directory che - come pensavo - consente l’accesso in scrittura solo all’utente root. La soluzione più semplice a mio parere è quindi la seguente:

  1. Scaricare il file del dizionario dalla pagina apposita su mozilla.org
  2. Aprire il file .xpi con il gestore di archivi ed estrarre i due file it.aff e it.dic
  3. Usare sudo per spostare i due file in
    /usr/lib/mozilla-thunderbird/components/myspell
  4. Per finire, avviare Thunderbird e selezionare il dizionario italiano da Preferences -> Composition -> Spelling (o equivalenti menu in italiano)

Qesto è quantot. Buno splelling a tutti!

OpenSocial

Friday, November 2nd, 2007

Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare di OpenSocial, il nuovo set di API di Google per i social network.

Inizialmente, nonostante il polverone, non avevo capito bene di cosa si trattasse. Ora, anche grazie all’apertura della sezione apposita su Google Code, mi pare di intuire che si tratti di una standardizzazione del linguaggio usato da widget e plugin per accedere ai dati nei social network.

In pratica, i network aderenti a OpenSocial (denominati container) si allineano a delle API standard per fornire risposta a varie richieste di dati (ad esempio le informazioni relative ad una persona: nome, cognome, email eccetera). In questo modo chi sviluppa widget/plugin/applicazioni per una piattaforma di social network potrà utilizzare quasi senza modifiche lo stesso codice anche su altre piattaforme. Tutto ciò che cambia è il dato che viene restituito, ma il linguaggio utilizzato nella richiesta e nella risposta è sempre quello.

Il progetto è ancora in beta, ma visto il calibro dei network che ne hanno già annunciato l’adozione (LinkedIn, Myspace, iLike, Orkut…) non mi stupirebbe vederlo presto adottato come standard de facto.

UPDATE: Consiglio la lettura di questo post di Marc Andreesse, molto esauriente. Curiosamente, l’avevo letto prima di capire per conto mio cosa fosse OpenSocial e non mi aveva chiarito nulla… rileggendolo ora, invece, è tutto estremamente ben spiegato :D