Un’altra data interessante
September 9th, 200909/09/09 09:09
Acc, mi sono perso quella dell’anno scorso. Nel 2007 me l’ero ricordata però! :P
09/09/09 09:09
Acc, mi sono perso quella dell’anno scorso. Nel 2007 me l’ero ricordata però! :P
Mi è capitato recentemente di voler inserire un certo libro su aNobii. Non mi era mai capitato prima (tutto ciò che cercavo era sempre già presente nel catalogo) ed è stata una fatica immane trovare la form giusta.
Dovesse servire a qualcun altro, eccola qua: Create a Book Record.
Il mondo della traduzione linguistica mi ha sempre affascinato. Da quando ho letto Le Ton Beau de Marot di Hofstadter, poi, ho deciso che avrei dovuto trovare qualche modo per mettermi alla prova.
Un’ottima occasione è arrivata dal TED Open Translation Project, che si affida alla comunità per produrre sottotitoli multilingua dei i video della conferenza (non serve che vi spieghi cos’è TED, vero? ;)).
Questo è il primo video che ho tradotto (attivate i sottotitoli in italiano). Fatemi sapere che ve ne pare ;)
Ho appena rilasciato ZenphotoPress 1.6.
I cambiamenti più significativi:
Come sempre, fatemi sapere se qualcosa non funziona :)
Apple a volte sa essere davvero assurda. Il fatto che costruisca prodotti di altissima qualità, con un’attenzione maniacale all’interfaccia utente, mi rende incomprensibile come possa mettere online una schifezza come la gestione profilo dell’Apple Store.
Entro nel sito di Apple Store Italia. Ho già un account, quindi mi piacerebbe fare login. Esiste un link o un pulsante per il login? No.
Alla fine clicco su “account”, che mi sembra concettualmente simile. Mi si presenta questa tabella:
Sorvoliamo sul padding messo a caso e sulla frase descrittiva più inutile del 2009 (“Tieni traccia degli ordini, modifica e altro.”), ma… cosa ci fanno tutti quei link? Vuoi vedere che sono già loggato?
Ovviamente no: infatti da un link piccino picciò in alto a destra occhieggia un “login”. Clicco.
“Registrati ora”, mi dicono. Ma come, non dovevo fare login?
Ah no, ho capito: usano “registrati” per “login”. Praticamente come usare “sali per “scendi”, visto cosa significa normalmente registrarsi ad un sito.
Mi “registro”.
Finisco di nuovo sulla tabella con le varie opzioni, ma ora due sono disabilitate. Ohibò, gli utenti registrati possono fare meno cose di quelli anonimi.
Vabbè, pazienza. Torno allo shop, metto un Leopardo delle Nevi nel carrello, vado alla cassa…
Come sarebbe a dire, “registrati”? Cosa ho fatto due minuti fa? (Tra parentesi, sorvoliamo sul fatto che le istruzioni sono un po’ al singolare e un po’ al plurale).
Pare che Apple non abbia buona memoria.
Vabbè, mi “registro” di nuovo e arrivo alle Informazioni sulla consegna: Apple vuole sapere il mio nome, cognome, indirizzo e telefono per la spedizione.
Mi soffermo a rimirare la piacevole disposizione dei campi della form, finché mi sorge un dubbio: ma quando mi sono registrato (registrato davvero, non “registrato”) non ho già inserito questi dati?
Torno alla pagina dell’Account, clicco su Modifica i dati dell’account.
Sorvoliamo sugli errori di ortografia (“completandi i campi”???): l’indirizzo principale è già inserito. L’indirizzo per la spedizione va inserito solo se differente, quindi dovrei essere a posto.
Vabbè, abbiamo visto che Apple non ha memoria, passiamole anche questa.
Mentre sono nel profilo, però, mi punge vaghezza di annullare l’iscrizione alla newsletter (una checkbox, più giù nella stessa pagina – fuori dallo screenshot di cui sopra). Clicco la checkbox, poi clicco “continua”… errore! Non ho inserito la password e la relativa conferma (i due campi in alto a destra).
Ora, qualcuno mi può spiegare perché per modificare il mio profilo sono costretto a cambiare la password? Non dico ad inserire la mia password per sicurezza – e comunque sarebbe la terza volta – ma proprio a specificarne una nuova.
Mah. Alla fine non cambio nulla.
Torno all’Account, noto un link “Gestione rubrica indirizzi spedizione”: clicco sperando di fare chiarezza.
“Registrati ora”. Ehi, Apple, sicura che non hai di nuovo esagerato con la tequila? Sono sempre io, quello di cinque minuti fa.
Vabbé: mi “registro” per l’ennesima volta.
Ok, questo cosa diavolo sarebbe? Righe e parole a caso: forse è un quadro futurista. Andando a tentoni, clicco su “modifica”: sembra un link promettente.
Ok, il primo campo è in inglese (chissà perché), gli altri sono tutti vuoti.
Apple, dove eri mentre ti dicevo il mio indirizzo? Tra l’altro hai pure il coraggio di chiedermi di nuovo la mia mail che è lo user id dell’account… quello almeno potresti ricordartelo, no?
Dopo aver compilato, posso finalmente acquistare. Mi “registro” ancora una volta (forse non sono abbasstanza convincente quando faccio login) leggo un paio di schermate di riepilogo mezze in inglese e mezze in italiano sgrammaticato, finalmente completo l’acquisto.
Già che ci sono, provo a dare un’occhiata allo Stato dell’ordine:
Oddio, si ricomincia…
Chi mi conosce di persona lo sa da tempo: sono due anni che la meno col libro che stiamo scrivendo sulla nostra vacanza in Giappone.
Beh, finalmente il libro è pronto. Dateci una sbirciata su 5×15.in/tokyo, io intanto vi aspetto qua.
…
Rieccoci. Che ve ne pare? :)
Il libro è un vero e proprio libro: con la carta, l’inchiostro e tutto. E’ stato pensato così fin da subito, approfittando dei costi contenuti della stampa on-demand su Lulu. Se per qualche motivo volete leggerlo anche voi in formato fisico, potete acquistarlo per 32$ (che sono i costi di Lulu: noi ovviamente non ci guadagnamo nulla).
In alternativa, c’è anche una versione in PDF (4.2Mb) con la stessa impaginazione del libro. Non è la stessa cosa (ve lo dico perché il libro ce l’ho in mano ora :D) ma mi pare comunque un ottimo compromesso.
Cosa troverete leggendolo? Un sacco di cose, tra cui: vecchine ubriache che demoliscono locali, musei con un gran tempismo, il miglior ramen del giappone e la bellezza di sedici nani. Biancaneve, vai a nasconderti :D
~
Per celebrare il lancio del sudato volume, dal 1 agosto stiamo twittando la nostra vacanza come se fossimo nel 2007, durante il viaggio. Potete leggere tutti i tweet delle scorse due settimane sul nostro 5×15 in Twitter.
4 agosto 2007. Esattamente due anni fa partivo per il Giappone con un gruppo di 4 amici.
4 agosto 2009. Il viaggio ricomincia con 5×15 su Twitter.
Di che si tratta?
Quando osserviamo le stelle, la loro distanza fa sì che riceviamo la luce che hanno emesso migliaia di anni fa. Immaginate più o meno la stessa cosa: due anni fa dei tweet hanno iniziato il loro viaggio dal Giappone e stanno arrivando a noi soltanto ora.
Se volete seguire la nostra vacanza (e secondo me sarà interessante ;)) potete fare il follow dell’account di 5×15. Buon ascolto!
Vivendo e lavorando a Milano, prendo i mezzi pubblici praticamente tutti i giorni. Finché stavo in università, era una pacchia: l’abbonamento studenti costa 17€, il che lo rende più economico praticamente di qualsiasi alternativa [1].
Diventato “adulto” (almeno secondo ATM) sarei dovuto passare ad un abbonamento urbano da 30€: decisamente meno conveniente. Le alternative, per chi viaggia molto, sono due tipi di biglietto: il carnet da 10 viaggi e il settimanale 2×6.
Il carnet costa 9,20€ e vale per 10 viaggi senza limiti di tempo: 10 in un giorno, 1 al mese per 10 mesi… o verosimilmente 10 alla settimana, considerando 5 giorni lavorativi. Al mese (4 settimane, per semplificare) vengono 36.80€: scartato.
Il settimanale costa 6,70€ e vale al massimo per due viaggi al giorno, per sei giorni e comunque non più di una settimana. Costo totale al mese 26,80€.
Messa così il settimanale sembrerebbe la soluzione migliore, anche ammettendo di sprecare sempre il sesto giorno [2]. Tuttavia la limitazione dei 2 viaggi al giorno ne riduce la convenienza: basta essere costretti a comprare 4 biglietti ordinari al mese e già siamo sopra i 30€ dell’abbonamento.
Ora, visto che sono abbastanza nerd da fare un post dettagliando questi costi al limite del centesimo, volete che mi facessi sfuggire l’occasione di raccogliere un po’ di dati statistici? Non sia mai! :D
Ecco quindi i risultati: nei sei mesi da gennaio 2009 a giugno 2009 ho sempre usato il settimanale (più carnet o biglietti singoli quando necessario) e il risultato finale è che ho risparmiato la mirabolante cifra di 7 centesimi di euro al mese. Accidenti.
Il guadagno mensile quindi è più teorico che altro. Rimane il fatto che (1) il settimanale è meno ingombrante dell’abbonamento, (2) non bisogna fare strani giochini per ricaricarlo e (3) non ha il costo una tantum di 10€ per l’emissione della tessera (ogni 4 anni). Inoltre può essere sostanzialmente vantaggioso in mesi come dicembre o agosto (ammesso che almeno un po’ di ferie le facciate :D).
Dall’altro lato l’abbonamento offre un po’ di libertà in più, ma finché non sarà possibile ricaricarlo in maniera semplice (ehi, esiste Internet!) non penso che sia poi un grande vantaggio.
~
[1] Se non vivete a Milano: il biglietto ordinario (=1 viaggio in metropolitana) costa 1€.
[2] Notare che il settimanale non conviene se si viaggia per soli 3 giorni alla settimana: 6,20€ per 6 viaggi sono praticamente 1€ a viaggio. In quel caso meglio comprare un carnet e tenersi buoni i viaggi avanzati, che tanto tornano sempre utili ;)
Oggi è il quarantesimo anniversario dello sbarco sulla luna. Per l’occasione, Google Street View mostra un piccolo astronauta invece del classico omino giallo segnaposto.

Decisamente geniale :)
Con la morte nel cuore, ho iniziato a liberarmi della mia (considerevole) collezione di mattoncini LEGO. Purtroppo occupano un sacco di spazio e non ha senso tenerli lì a fare polvere.
Al momento ho creato un’asta di prova su eBay, per vedere se funziona come canale. Non mi preme fare grandi guadagni dalla vendita, ma vorrei trovare un acquirente che tratti i miei fedeli mattoncini con il rispetto che meritano ;)
Questo è ciò che sto vendendo al momento: il Mega Ufo Spia della serie Spyrius, noto anche con il nome (meno kitsch :D) di Centurion Saucer.
Se la cosa vi interessa, fateci un salto ;)
E anche se non vi interessa, conoscete qualche altro canale attraverso il quale potrei ottenere lo stesso scopo?