Archive for the 'anime' Tag

Dennō Coil

Thursday, September 11th, 2008

Boku Satchii!! Megane! Unchi!
Queste espressioni vi resteranno indelebilmente impresse, se deciderete di guardare Dennō Coil.
E dovreste guardarlo, se non altro per aumentare il vostro bagaglio linguistico giapponese ;)

Dennō Coil è a prima vista un anime per bambini. Ma, come molte altre opere dedicate ai bambini, ha il pregio di poter essere apprezzato – per motivi diversi – anche da un pubblico adulto.

Lo sfondo su cui si svolge la storia è quella di un futuro piuttosto prossimo, nel quale tecniche di Augmented Reality permettono la creazione di un mondo virtuale completamente integrato e sovrapponibile a quello reale.

Questo sfondo, fantascientifico ma non troppo, è forse l’aspetto più affascinante di Dennō Coil: spesso, più che un anime, sembra un video concept che tenti di mostrare le possibili interazioni con la tecnologia che vedremo tra dieci o venti anni.

La trama è avvincente quanto basta. Peccato solo per una serie di filler a metà della serie (la vera piaga dell’animazione giapponese) e per alcuni piccoli buchi di sceneggiatura.

Per chiudere, il significato delle espressioni all’inizio del post:

  • Boku Satchii = frase usata da un antivirus a forma di Barbapapà per presentarsi (boku significa “io”/”me”, mentre Satchii è il nome del suddetto antivirus).
  • Megane = “occhiali”
  • Unchi = “cacca”, ovvero come la protagonista più piccola chiama più o meno qualsiasi oggetto animato, inanimato e virtuale :D

Death Note

Friday, August 29th, 2008

Torno dopo tanto tempo a parlare di anime. Death Note è uscito a fine 2006, ma solo grazie a queste ferie estive sono riuscito a finire tutti i 37 episodi: mi ero fermato a metà della serie circa un anno fa (prima di partire per il Giappone), convinto di essere già arrivato al vero finale (guardate l’episodio 25 e senza dubbio capirete perché).

Tutto sommato non mi ero sbagliato: la prima metà della serie è molto più interessante della seconda. Su una cosa, però, ero in errore: il vero finale non era ancora arrivato.

Arrivato alla conclusione (quella effettiva, dopo 37 episodi) la mia prima reazione è stata di disappunto: un finale molto deludente, quasi stonato rispetto a tutti gli altri colpi di scena della serie.
Eppure, è un finale che non riesco a levarmi dalla testa. Sono ancora convinto che uno svolgimento diverso mi avrebbe soddisfatto di più, ma devo ammettere che anche il finale effettivo non fa una grinza. E’ intenso, ben orchestrato, e soprattutto maledettamente triste.

La serie nel suo complesso vale la pena di essere vista, anche se nella seconda parte il meccanismo che la rende interessante inizia ad apparire abusato. E’ fondamentalmente un thriller, la cui forza sta tutta nel gioco di astuzia che vede contrapposti i personaggi principali, in un susseguirsi continuo di cambi di fronte e colpi di scena. La tensione è sempre molto alta e questo comporta qualche inevitabile sfilacciamento, in una trama che deve reggere 37 episodi.

In conclusione, Death Note è un anime che – fosse stato di soli 26 episodi – avrei consigliato a scatola chiusa. Così com’è lo consiglio lo stesso, ma tenete presente che la seconda parte cala in maniera abbastanza vistosa. E che il finale vi lascerà un gusto amaro in bocca per giorni.

L’immagine è CC km1980.

Paprika

Monday, June 25th, 2007

Paprika: animazione visionaria giapponese. Trama giustamente aggrovigliata (qual è il sogno? quale la realtà?), colonna sonora folle, trovate immaginifiche in ogni frame. Curioso come soltanto una sala a Milano l’abbia preso in considerazione, per giunta solo in orario pomeridiano.

Per maggiori dettagli, comunque, chiedete a Glor ;)

Nihon no anime – ni

Thursday, April 26th, 2007

Finita la tesi, sono riuscito a mettermi a pari con alcuni anime che dovevo vedere: sommerso da una valanga di giapponese, quindi, non ho potuto fare a meno di scrivere un nuovo post sull’argomento :D

La maggior parte delle nuove parole vengono da NHK, un gran bell’anime di cui forse parlerò in futuro.
Partiamo dall’acronimo: il significato più comune (non l’unico…) dato nell’anime è Nihon Hikikomori Kyokai. Kyokai significa “corporazione”, “società”, mentre Nihon significa naturalmente “Giappone”. In effetti l’acronimo è la parodia di quello che indica la TV di stato giapponese: Nihon Hoso Kyokai ovvero Japan Broadcasting Corporation.

Hikikomori è un termine che merita maggiore attenzione: non solo è centrale per lo sviluppo dell’anime, ma è anche fondamentalmente intraducibile. Letteralmente significa “stare in disparte”, “isolarsi” e viene utilizzato per indicare quelle persone (solitamente adolescenti o giovani) che si isolano dal mondo e rifiutano ogni contatto sociale, chiudendosi di conseguenza in casa per mesi o anni.

Un altro termine da NHK è maguro. Non che venga ripetuto molto spesso, ma deve aver risvegliato nella mia mente il ricordo di qualche ristorante giapponese. Maguro significa “tonno”: ora potrete sfoggiare una nuova consapevolezza la prossima volta che ordinerete un maguro maki :D

Vediamo ora un paio di parole che molti sicuramente conoscono: le cito ora perché dopo NHK credo finalmente di riuscire a non confonderle più tra di loro. :P Shoujo significa “ragazza” e per estensione indica anche tutta la produzione manga/anime orientata al pubblico femminile. Bishoujo significa “bella ragazza” e si riferisce stavolta ai personaggi piuttosto che al pubblico: il target in questo caso è più che altro maschile. Per parcondicio citiamo anche Shounen (“ragazzo”) che è il corrispettivo maschile di shoujo. A questo punto, poi, non è difficile indovinare il significato di bishounen ;)

Chiudiamo la carrellata da NHK con kamisama, il termine utilizzato in giapponese per indicare “Dio” o generalmente “divinità”. Nella mia ignoranza, mi sembra estremamente nipponico il fatto che a dio ci si rivolga con la massima deferenza, usando il suffisso ~sama. In kanji, kami-sama è composto dal simbolo 神 (“spirito” o ancora “divinità”) e dal simbolo 様 (l’onorifico sama, appunto). La cosa interessante è che il primo dei due kanji lo ritroviamo anche in 死神 (shinigami), un termine che sarà molto familiare a chiunque abbia seguito qualche puntata di Bleach e che significa “dio della morte”. Torna tutto! Sono quasi commosso :D

Direttamente dal delirante FLCL arriva infine mayuge, ovvero “sopracciglia”. Non una parola di uso prettamente comune, ma nel contesto dell’anime assolutamente centrale. Tra parentesi: le suddette sopracciglia in FLCL sono state realizzate scannerizzando una nori (alga giapponese, tanto per tornare ai maki :D).

Il titolo di questo post non è difficile da decifrare, visto che è identico a quello di un post precedente sull’argomento. Unica aggiunta: ni, ovvero “due” ;)

Anime pie

Monday, November 20th, 2006

Dal Tg3 regionale delle 19.30:

“Le cosiddette Anime giapponesi, antenate dei manga”

Certo, come no :|