Archive for the 'concerti' Tag

La costante Carlton

Friday, March 27th, 2009

Ormai gli spettacoli di Larry Carlton al Blue Note sono diventati quasi un appuntamento fisso.

Quest’anno ammetto di essere stato indeciso: dati i prezzi fuori misura del Blue Note ogni concerto va scelto con cura meticolosa, e Larry l’avevo già visto due o tre volte.
Beh, sono contento di aver deciso di andare, alla fine. Un chitarrista che suona per più di un’ora senza annoiare mai è una perla rara.

Altra ragione – a posteriori – per andare al concerto: Gene Coye. Non capita spesso che un batterista sconosciuto mi lasci a bocca aperta come è successo ieri sera. Una timing e una precisione quasi imbarazzanti. Carlton ha la vista lunga anche quando si tratta di scegliersi i collaboratori, evidentemente ;)

Drummeria @ Blue Note

Friday, November 28th, 2008

Quello della Drummeria è uno spettacolo difficile da definire. Alla base c’è quello che tutti possono vedere: 5 batterie che suonano insieme su un palco. La vera bellezza dello spettacolo sta però nel vedere come suonano, si divertono, intrattengono, costruiscono e sorprendono i 5 batteristi che la compongono. Ed è anche in un certo senso la rivincita della batteria nei confronti di chi la vede come strumento facile, non melodico, di contorno.

I 5 componenti sono Ellade Bandini, Walter Calloni, Maxx Furian, Christian Meyer e Paolo Pellegatti. Nomi non particolarmente noti fuori dall’ambiente dei musicisti – 3 di loro non sono neanche su Wikipedia! – ma che giocano un ruolo primario nel presente e nel passato della batteria.

“Giocano”, a pensarci bene, è anche una descrizione perfetta di ciò che propongono sul palco. Un gioco che diverte sia gli artisti che il pubblico.

Lo spettacolo è un alternarsi di siparietti comici e pezzi suonati tutti insieme, più un assolo per ognuno dei cinque. Tra i soli, mi ha molto colpito quello di Maxx Furian (che non conoscevo): tecnicamente ineccepibile, musicale, pulito e fulminante. Menzione d’onore anche per Meyer, anche se ormai la sua bravura mi è nota al punto che mi sentirei ripetitivo a lodarlo ancora :D

I siparietti sono divertenti, ma a volte piuttosto mosci: si vede che c’è dietro più improvvisazione che non pianificazione. Diciamo che la parte comica dello spettacolo si regge sulla simpatia dei cinque e su un meccanismo di risata contagiosa – perché loro sembra che sul palco si divertano un mondo.

I pezzi d’insieme sono senza dubbio il vero valore della Drummeria. Oltre ad essere piacevoli da vedere e da sentire – non così scontato – sono la dimostrazione che è possibile reinventare la batteria e il ruolo del batterista nella musica moderna occidentale. Mica poco, direi ;)

Rachelle Ferrell

Friday, July 11th, 2008

Arena di Milano. Rachelle Ferrell.

Un concerto assolutamente incredibile, nient’altro da aggiungere.

Grazie per la splendida serata

Saturday, June 14th, 2008

Ieri sera ho suonato con il gruppo al Black Crow. E’ stato un bel concerto, e colgo l’occasione per ringraziare tutti gli amici che sono venuti a vederci.

La parte più gratificante della serata, però, è inaspettatamente giunta quando dei ragazzi che non conoscevo (tra cui un collega batterista) sono venuti a farmi i complimenti per il concerto. Piccole cose che fanno molto piacere ;)

Grazie  a tutti.

Manu Katché

Monday, April 21st, 2008

Settimana scorsa sono andato a sentire Manu Katché al Blue Note.

Katché è un batterista conosciuto, ma non particolarmente famoso. Ha pubblicato una manciata di album a suo nome – degli strumentali piuttosto raffinati – ma soprattutto ha suonato per una quantità impressionante di artisti: ha più di 200 album all’attivo, tra cui spiccano nomi come Sting, Noa, Joe Satriani, Peter Gabriel…

Il concerto è stato piacevole – belli i pezzi, ottimi i musicisti – ma la mia attenzione è stata inevitabilmente rapita dalla performance batteristica. L’aspetto più impressionante del modo di suonare di Manu Katché è la sensazione di naturalezza estrema che riesce a trasmettere: mentre gambe e braccia turbinano nei passaggi più complicati lui è sempre lì, al centro, perfettamente padrone della situazione. A volte sembra quasi che sia fermo.

Elio e le Storie Tese @ Rolling Stone

Friday, April 18th, 2008

La serata del concerto sembra aprirsi sotto i migliori auspici: con una botta di fortuna incredibile riesco a trovare subito parcheggio vicino al Rolling Stone, un’operazione che normalmente comporta ore ed ore spese a girare in tondo.

Davanti alla biglietteria la fortuna sembra svanire: freddo e pioggia rendono la coda poco piacevole e la distribuzione degli accrediti procede con una lentezza esasperante. La genialità del progetto architettonico del Rolling Stone fa si che sotto la tettoia della biglietteria ci si bagni di più che a stare fuori alla pioggia.

Quando il concerto inizia, però, persino il ricordo della tettoia (s)piovente svanisce. I sei membri del complessino salgono sul palco, accompagnati da Paola Folli, e travolgono il pubblico con le note di Plafone.

Da questo momento in poi è un classico concerto degli EelST – con il bonus della voce di Paola Folli e di una piccola sezione fiati (Daniele Comoglio al sax e Andrea Toffanelli alla tromba, se ben ricordo).
Essendo il tour promozionale di Studentessi, molti dei pezzi in scaletta vengono proprio da questo album, ma c’è spazio anche per vari classiconi: Supergiovane con un Mangoni scatenato, Tapparella (curiosamente non come ultimo pezzo), El Pube, un medley di vari brani disco/dance tra cui Discomusic, Pippero, La Chanson, Born to be Abramo…

Gli Elio e le Storie Tese sono il gruppo che mi è capitato più spesso di vedere live ed ogni volta è una grande soddisfazione. Questo concerto poi aveva dei volumi praticamente perfetti: sono riuscito a tornare a casa senza aver perso l’udito – come succede invece normalmente durante i live.

Nota a margine: tra gli spettatori del concerto di Milano c’era anche Marcello Macchia - alias Maccio Capatonda – che si è preso anche una discreta dose di applausi nel finale, quando è stato riconosciuto dal pubblico :D

Tower of Power @ Rolling Stone

Friday, February 22nd, 2008

Mercoledì scorso sono stato al Rolling Stone per il concerto dei Tower of Power, un gruppo che ha fatto la storia della musica e che in Italia è tristemente sottovalutato (tanto è vero che nel nostro paese vengono più o meno una volta ogni 10 anni).

Sono uscito dal Rolling vagamente sconvolto, con quel tipico stato d’animo dualistico per cui ti senti carico al punto che suoneresti qualsiasi cosa ma allo stesso tempo sei tentato di appendere lo strumento al chiodo perché sai di non poter raggiungere certi livelli :D

Al di là delle mie paranoie da musicista, i Tower sono veramente uno spettacolo che colpisce. 10 musicisti sul palco con una coesione tale da sembrare uno solo. E una sezione ritmica che probabilmente avrebbe tiro anche se suonasse Fra Martino :D

Incognito

Thursday, May 24th, 2007

Ieri sera sono andato al Blue Note per vedere gli Incognito. Spettacolari, veramente. Peccato solo che gli orari ed i prezzi del Blue Note lo rendano un locale così difficilmente fruibile.