Archive for the 'linux' Tag

Aiutare l’airone a volare

Sunday, May 11th, 2008

E’ stata rilasciata qualche giorno fa la versione 8.04 di Ubuntu, chiamata Hardy Heron (Airone Ardito). Come ogni aggiornamento importante ha introdotto nuove feature molto cool, ma ha anche creato nuovi problemi. Riporto qui un paio di soluzioni per i problemi che sono capitati a me, nel caso possano essere utili a qualcun altro ;)

Non funziona il tastierino numerico!

Dall’aggiornamento in poi, il mio tastierino numerico ha rifiutato caparbiamente di farmi inserire qualsivoglia numero. La soluzione in questo caso è disabilitare il controllo del puntatore tramite tastiera: Andate in System->Preferences->Keyboard->Mouse Keys e disabilitate l’opzione “Allow to control the pointer using the keyboard”.

Non funziona l’audio!

Questo è stato un problema particolarmente fastidioso: di punto in bianco non riuscivo più a sentire l’audio di mp3 e video, mentre l’audio delle applicazioni funzionava a macchia di leopardo. Apparentemente questo problema è dovuto ad un conflitto tra i driver della mia scheda audio (Audigy Player) e quelli della scheda integrata. In questo caso la soluzione è stata impedire il caricamento dei moduli della scheda integrata mettendoli in una blacklist.

Prima di tutto ho dato un’occhiata ai moduli relativi all’audio sul mio sistema:

$ cat /proc/asound/modules

Tra i moduli c’era anche un snd_via82xx: il responsabile del mutismo del mio sistema Ubuntu :D Per risolvere, ho aperto il file /etc/modprobe.d/blacklist ed ho inserito le righe seguenti:

blacklist snd_via82xx
blacklist snd_via82xx_modem
blacklist snd_ac97_codec
blacklist snd_mpu401_uart

Dopo aver riavviato (sic), l’airone afono ha miracolosamente riacquistato la voce ;)

Non funziona Banshee!

A questo problema purtroppo non ho trovato soluzione. Volevo provare Banshee – un player/manager audio – per cercare di liberarmi di Amarok (e dei quintali di dipendenze KDE che ho dovuto installare sul mio bel desktop GNOME :D). Purtroppo, in fase di scanning della mia collezione audio, Banshee si è ripetutamente inchiodato, costringendomi anche al riavvio di Linux (sacrilegio!). Per quanto mi riguarda, Banshee rimarrà nel cassetto fino ad una prossima release un po’ più funzionante.

Non funziona FireBug!

Hardy Heron contiene come default la beta 5 di Firefox 3.0. Il browser in sé funziona piuttosto bene, anche se ovviamente molte estensioni non sono ancora state aggiornate alla nuova versione.
Una delle estensioni che hanno smesso di funzionare nel mio caso è stata Firebug. Dal momento che sviluppare su web senza Firebug è un crimine che grida vendetta al cielo, ho dovuto risolvere il problema al più presto: questo significa dimenticare i potenziali problemi di stabilità e installare la versione alpha di Firebug 1.2 (1.2.0a25X al momento in cui scrivo). Per ora pare che tutto funzioni :)

Dizionario italiano per Thunderbird su Ubuntu

Friday, November 9th, 2007

Avevo già provato un paio di volte, in passato, ad installare il dizionario italiano per il correttore ortografico di Thunderbird sulla mia Ubuntu: entrambe le volte il processo era andato felicemente a buon fine (a parere di Thunderbird) ma poi del dizionario non avevo mai trovato traccia.
Sospettavo si trattasse di una questione di permessi, ma la pigrizia aveva sempre avuto la meglio. Oggi però mi sono stufato di avere sempre il 90% dei miei messaggi sottolineati in rosso dal correttore inglese, per cui ho sguinzagliato Google ed in 5 minuti ho trovato la soluzione.

I file dei dizionari vengono salvati dallo script di installazione in una directory che – come pensavo – consente l’accesso in scrittura solo all’utente root. La soluzione più semplice a mio parere è quindi la seguente:

  1. Scaricare il file del dizionario dalla pagina apposita su mozilla.org
  2. Aprire il file .xpi con il gestore di archivi ed estrarre i due file it.aff e it.dic
  3. Usare sudo per spostare i due file in
    /usr/lib/mozilla-thunderbird/components/myspell
  4. Per finire, avviare Thunderbird e selezionare il dizionario italiano da Preferences -> Composition -> Spelling (o equivalenti menu in italiano)

Qesto è quantot. Buno splelling a tutti!

Subversion 1.4 su Ubuntu

Thursday, February 8th, 2007

Ultimamente sto usando tantissimo Subversion (SVN), sia al lavoro che per i miei progetti che per la tesi. A settembre 2006 è stata rilasciata la versione 1.4.0 di SVN, che apporta molti miglioramenti ma è incompatibile con i client relativi alla versione 1.3. Altra informazione degna di nota è che lavorando con un client 1.4 su un repository 1.3, quest’ultimo viene automaticamente aggiornato alla nuova versione (e quindi diventa incompatibile con i client 1.3).

Il client SVN da riga di comando per Ubuntu è fermo alla versione 1.3.2. Poiché ormai i miei repository condivisi sono stati tutti tacitamente aggiornati alla 1.4, sono stato costretto a cercare una soluzione. I forum di supporto di Ubuntu offrono una spiegazione molto dettagliata sulla procedura da seguire, ma scavando un po’ di più ho scoperto che per aggiornare solo il client alla versione 1.4.0 bastano due semplicissime operazioni:

$ wget http://www.shiftingheat.com/packages/subversion/subversion_1.4.0-1_i386.deb
$ sudo dpkg -i subversion_1.4.0-1_i386.deb

Grazie alla solerzia di chi ha creato il package è possibile installare il client aggiornato con facilità e soprattutto gestirlo in maniera pulita attraverso apt-get.

Rhythmbox 0.9.7 su Ubuntu 6.06

Thursday, January 4th, 2007

Da qualche tempo sto sperimentando soluzioni alternative al caro vecchio XMMS, che consentano qualche funzionalità in più. Ho provato Listen (e magari ne parlerò in futuro) finché la mia ricerca sui siti dedicati a GNOME mi ha spinto a fare un tentativo con Rhythmbox.

La versione preinstallata in Ubuntu (di cui, fra parentesi, non mi ero mai accorto :D) è però la 0.9.3 e manca di molte funzionalità interessanti. Dopo essermi scontrato con l’assoluta mancanza di binari compilati per le versioni successive, ho deciso di compiere il grande passo e compilare Rhythmbox dai sorgenti.

L’esperienza – lo dico subito – è stata traumatica ed estremamente dispendiosa in termini di tempo (è partita tutta una serata). Ho deciso di postarla sia per dare una mano a potenziali utenti interessati all’argomento, sia come amara riflessione su quanta strada Linux debba ancora fare prima di diventare un sistema adatto a tutti.

Le basi della compilazione si riassumono sostanzialmente in tre passi:

./configure
make
make install

Il problema è che in un sistema non creato per la compilazione (come qualsiasi installazione standard di Ubuntu) il comando configure si bloccherà un migliaio di volte, lamentando la mancanza delle più disparate dipendenze.

Per mia fortuna sono incappato in un articolo che copriva quasi esattamente le operazioni che mi interessavano. A parte la lunga introduzione, l’articolo elenca quasi tutte le dipendenze utili. In breve, ecco i pacchetti che ho dovuto installare:

  • libc6-dev (evidentemente il mio gcc non era abbastanza figo)
  • libxml-parser-perl
  • libgnomevfs2-dev
  • libgtk2.0-dev
  • libgnomeui-dev
  • libglade2-dev
  • libtotem-plparser-dev
  • libgstreamer0.10-dev
  • libgstreamer-plugins-base0.10-dev
  • libnautilus-burn-dev
  • libnautilus-extension-dev

Ovviamente ciascuno di questi pacchetti ha delle sue dipendenze: in pratica a questo punto avevo già scaricato e installato con Synaptic circa 80 packages.

I requisiti minimi non erano sufficienti (rimanevano fuori alcune features che mi interessavano particolarmente). Via quindi con un nuovo round di installazioni!

  • libsexy-dev (miglioramenti per la GUI)
  • libmusicbrainz4-dev (supporto per MusicBrainz)
  • libsoup2.2-dev (supporto per Audioscrobbler/Last.fm)
  • libnotify-dev (interfaccia con il sistema di notifica di GNOME)
  • python2.4-dev (per il supporto a Python)
  • python-gtk2-dev

Il pacchetto relativo ad Audioscrobbler, in particolare, mi ha fatto impazzire: prima che mi accorgessi che dietro quel nome si nascondeva ciò che stavo cercando ho scartabellato più siti/forum/blog di quanti mi piaccia ricordare (e poi la soluzione era dietro l’angolo… vabbè).
I pacchetti di python, invece, sono necessari per alcune funzionalità avanzate, come il fetching automatico dei testi delle canzoni e delle copertine degli album.
Risolte le grane relative alla configurazione, make e make install sono filati via piuttosto lisci. Per la risposta alla domanda fatidica che vi starete facendo (“ma ne vale la pena?”) dovrò attendere di aver usato Rhythmbox per un po’ ;)

PS: Odio la parola “rhythmbox”. Ci fosse una volta che riesco a scriverla giusta :|

Flash, ahaaaaaa!

Monday, October 23rd, 2006

Lo sviluppo del player Flash per linux non è stato certo più veloce della luce, considerato che ormai da anni i poveri utenti del pinguino erano fermi alla versione 7… anche considerate tutte le attenuanti (creare un player che funzionasse su tutte le innumerevoli distro in circolazione non è impresa da poco) la necessità di una nuova versione di Flash era ormai insostenibile.

Finalmente, però, è uscita la prima beta del Flash Player 9 per Linux, che potete scaricare da questa pagina (curioso come il link che si chiama “installer” contenga in realtà solo il file da copiare a manina nella directory delle plugins… :P).

Dopo una rapida prova, posso confermare che il grosso problema che affliggeva la versione precedente (l’audio andava fuori sincrono dopo pochi secondi) sembra scomparso e che il carico sulla CPU, pur rimanendo alto, risulta alleggerito rispetto alla famelica versione 7. Ed ora, finalmente, posso godermi YouTube anche su Linux… ;)

XGL/Compiz su Ubuntu

Thursday, July 20th, 2006

Già da tempo, nel mondo Linux, si parla di XGL: un’architettura per X server che si appoggia direttamente alle librerie OpenGL sfruttando così le capacità delle moderne schede video per la visualizzazione degli elementi del desktop.

Oggi, approfittando della presenza dei package di XGL e Compiz precompilati per Ubuntu, ho provato a farci un giro, documentandolo con alcuni screenshot.

Cubo

Non starò a tediarvi con dettagli e mi limiterò ad un paio di considerazioni. Sotto l’aspetto puramente eye-candy, XGL ottiene risultati senza dubbio notevoli: ombre, trasparenze, finestre che oscillano come gelatine quando vengono mosse… il problema è che tutto questo sfoggio di muscolatura grafica mi pare non aggiunga niente all’usabilità del desktop. Anzi, alcuni effetti alla lunga risultano anche fastidiosi. Se vogliamo, l’unica feature che ho trovato utile è l’effetto simil-exposé.

Tuttavia anche gli eye-candy hanno la loro importanza, nel favorire l’adozione di un sistema operativo. Senza dubbio quindi XGL è da tenere d’occhio: quando saranno risolti i molti bug che affliggono la versione corrente (crash improvvisi, rallentamenti mostruosi nella riproduzione di video…) potrebbe diventare un elemento standard delle distro più user-friendly.

Google Earth su Linux

Tuesday, June 13th, 2006

E’ appena uscita la release 4 di Google Earth (rigorosamente in beta, ovviamente). Una novità rilevante è la tanto attesa possibilità di scaricare la versione per Linux: l’ho appena installata e la sto testando. Sembra funzionare piuttosto bene, se non fosse che a intervalli regolari decide di crashare.

Devo dire la verità: sono stupito della presenza di una versione per Linux. Gli utenti del pinguino sono – inutile negarlo – una esigua minoranza rispetto a quelli delle altre piattaforme (Windows in testa). Nella maggior parte dei casi sviluppare software per Linux non è particolarmente conveniente, vista la ridotta base di utenza: lo dimostra il fatto che quasi nessuno dei grandi produttori di software si preoccupa di portare le proprie applicazioni su questa piattaforma.

Ben venga la decisione di Google, dunque. Ora però voglio cercare di capire cosa c’è sotto… :P

3 al prezzo di 1

Monday, May 22nd, 2006

Da PCista convinto devo ammettere che i nuovi MacBook sono in grado di suscitare inconfessabili tentazioni a fare il salto dalla parte della Mela. Video come questo, poi, sembrano creati apposta per far vacillare le certezze di chi era convinto che i Mac fossero macchine stilose ma sostanzialmente incompatibili con il resto del mondo.

Il video in sé è di una noia mortale. La cosa interessante è che mostra come (probabilmente con l’uso di qualche sw di virtualizzazione) sia possibile far girare su un MacBook, contemporaneamente, MacOSX, Windows XP ed Ubuntu Linux.

Se non fosse che al momento un portatile non mi serve sarei veramente molto tentato… :P

(via manteblog)