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Un Jobs al giorno toglie la mela di torno

Tuesday, June 24th, 2008

In questi miei primi giorni da utente Mac sto scoprendo un sacco di particolari del mondo Apple che mi erano sconosciuti. E’ un processo di scoperta estremamente interessante e gratificante: non mi succedeva da anni di dover esplorare un nuovo sistema da zero ed ogni piccola scoperta mi sembra un evento.
Mi perdonino quindi gli utenti Apple di lunga data, se dico ovvietà ;)

Parlando con un collega di tastiere Apple – e della mia difficoltà ad abituarmi alle nuove shortcuts – siamo arrivati a chiederci come mai lo stiloso tastino con la mela fosse stato sostituito da un ben più prosaico “command”: una scelta di termini e simboli più adatta all’approccio ingegneristico di Microsoft che non alla verve artistica di Apple.

Per capire come mai, Wikipedia mi ha riportato indietro fino al 1983. Nell’agosto di quell’anno, uno Steve Jobs visibilmente contrariato irrompe in uno degli uffici di Apple:

“There are too many Apples on the screen! It’s ridiculous! We’re taking the Apple logo in vain! We’ve got to stop doing that!”

Che era successo?
Il simbolo usato per le shortcut deve ovviamente essere mostrato sullo schermo in ogni posizione in cui si trova una delle shortcuts (guardate quante volte compare “Ctrl” nei menu di Windows) e Jobs pensava che usare il simbolo della Apple in maniera così massiccia fosse un danno di immagine per il logo.

Sarà che sono già stato preso dentro il reality distortion field, ma la cosa mi sembra abbastanza sensata :D

Immagine di Stefan Hartmann, CC Attribution-NonCommercial-ShareAlike.

Saturn: pessima esperienza

Saturday, June 21st, 2008

Metti caso che da qualche mese io voglia comprarmi un computer portatile.
Metti caso che esista un incentivo del governo: 200€ di sconto per i titolari di contratto a tempo determinato (Co. Co. Co./Co. Co. Pro.) che acquistano un portatile.
Metti caso che io abbia proprio quel tipo di contratto.

Spinto dalla situazione favorevole, decido di andare da Saturn per acquistare un fiammante MacBook.

Sabato pomeriggio

Reparto Informatica, mi avvicino ad un commesso per chiedere lumi.

“Salve, vorrei comprare un MacBook con l’incentivo del governo”
“Certo” – scribacchia il codice prodotto su un foglio – “Porti questo alla cassa”
“Alla cassa? Ma prima ci saranno da compilare dei moduli… siamo sicuri?”
“Si si, alla cassa”

È sabato ed il negozio è affollato: faccio la coda alla cassa. Arrivo dalla cassiera.

“Salve, mi hanno mandato qui. Devo pagare un MacBook preso con l’incentivo del governo”
“Ah, ma non è da fare qui. Deve andare al bancone delle informazioni”
“…”

Vado al bancone delle informazioni. Faccio una nuova coda. Finalmente riesco ad attirare l’attenzione di una commessa.

“Salve. Mi hanno mandato qui dalle casse, per l’incentivo del governo sui portatili. Che devo fare?”
“Ha portato tutti i documenti? Bene, allora vediamo un attimo…” – guarda il foglio compilato dal reparto informatica – “Ah, mi sa che il sito è bloccato. E poi qui manca il codice prodotto del software. Vada al reparto informatica a farselo dare”

Torno al reparto informatica. Riesco a fare un po’ di coda anche qui (sono un professionista ormai).

“Salve! Sono di nuovo io. Mi hanno detto che manca un codice e che il sito è bloccato”
“Ah si? Mi sembra sia tutto a posto… comunque verifichiamo il sito”

Il commesso smanetta un po’ sul pc, fa un paio di telefonate, io aspetto.

“In effetti non mi fa accedere al sito del ministero. Torniamo al centro informazioni”
“Evvai!” penso io, che ormai riconosco un cattivo presagio quando lo vedo.

Al centro informazioni smanettano un altro po’, inutilmente.

“Niente da fare, è tutto bloccato. Le teniamo da parte il portatile, lei chiami in settimana che probabilmente il sito sarà tornato a posto”

4 giorni dopo

Telefono per avere notizie. Mi dicono che è tutto funziona e di passare pure quando voglio.

Il giorno successivo, tornato dall’ufficio, faccio una corsa per arrivare prima della chiusura. Stavolta vado dritto al centro informazioni.

“Salve, mi state tenendo da parte un MacBook. Ieri ho telefonato e mi hanno detto che è tutto a posto”
“Ah, strano. Adesso controlliamo…” – click, click, click – “… no, è ancora bloccato da settimana scorsa”
“E quindi sono venuto per niente?”
“Eh, mi spiace, ma il sito del ministero non funziona, non dipende da noi”
“Beh, certo. Magari se aveste evitato di dirmi al telefono che era tutto a posto…”

Morale: sono tornato di nuovo a casa a mani vuote. E per aggiungere al danno la beffa, ho anche dovuto pagare il parcheggio, perché non avevo fatto acquisti.

Arrivato a casa decido di cambiare approccio. Telefono in Mondadori.

“Salve. Conoscete l’incentivo del governo? Si, bene. Avete dei MacBook? Ottimo. Potete controllare se funziona il sito? Sicuri? Proprio sicuri?”

Un’ora dopo vado in Mondadori, prendo il mio MacBook, compilo una vagonata di scartoffie e l’acquisto è fatto. Curiosamente il sito del ministero non dà alcun problema.

La morale della favola

Questa odissea per comprare il portatile mi ha insegnato alcune cose:

  • Qualsiasi iniziativa contenga la parola “governo” sarà lunga, dolorosa e contribuirà in modo non irrilevante al disboscamento dell’Amazzonia.
  • A Saturn hanno una pessima connessione e/o non sanno usare Internet e/o hanno semplicemente dei pessimi commessi.
  • L’attenzione verso i clienti si vede dalle piccole cose: se si fossero offerti di pagarmi il parcheggio probabilmente non sarei andato subito da Mondadori. Così invece il messaggio è stato “non ce ne frega niente di te”.

Inutile dire che a Saturn difficilmente mi vedranno ancora ;)

3 al prezzo di 1

Monday, May 22nd, 2006

Da PCista convinto devo ammettere che i nuovi MacBook sono in grado di suscitare inconfessabili tentazioni a fare il salto dalla parte della Mela. Video come questo, poi, sembrano creati apposta per far vacillare le certezze di chi era convinto che i Mac fossero macchine stilose ma sostanzialmente incompatibili con il resto del mondo.

Il video in sé è di una noia mortale. La cosa interessante è che mostra come (probabilmente con l’uso di qualche sw di virtualizzazione) sia possibile far girare su un MacBook, contemporaneamente, MacOSX, Windows XP ed Ubuntu Linux.

Se non fosse che al momento un portatile non mi serve sarei veramente molto tentato… :P

(via manteblog)