Archive for the 'tv' Tag

Il bicchiere Zen

Tuesday, March 23rd, 2010

Zen vuol dire essere vuoto. Come tenere bicchiere vuoto. Allora, tenendo bicchiere vuoto, sempre pronto a ricevere. Invece, tenendo pieno, come fa?

Kengiro Azuma, in una bellissima intervista per Rai3

Nessun Neverwhere

Tuesday, January 20th, 2009

Neverwhere è un romanzo di Neil Gaiman. Ma è anche una serie televisiva inglese (sempre di Gaiman). Contrariamente a ciò che avviene di solito, la serie televisiva precede il libro: in effetti il romanzo è stato, per Gaiman, un modo per non abbandonare tutte le parti della sua sceneggiatura che erano state tagliate per esigenze televisive.

Il libro è molto divertente e ben scritto: Gaiman si conferma una garanzia.

La serie televisiva è, invece, una discreta schifezza. Anche tenendo conto che porta sul groppone più di 10 anni, la si può salvare solo per quell’affetto che si prova verso chi fa qualcosa con pochi mezzi e tanta buona volontà. E per l’accento deliziosamente british dei protagonisti, ovviamente :D

Mentre mi godevo il libro (e sopportavo la serie tv), mi sono più volte chiesto come si sarebbe potuto tradurre il titolo, “Neverwhere”. La versione italiana del libro si intitola “Nessun dove”: scelta perfettamente comprensibile – a me non è venuto in mente di meglio – ma fondamentalmente sbagliata.

I termini nessuno + dove costituiscono un neologismo che evoca l’immagine di un non-luogo, evocando soltanto una dimensione spaziale.
L’accoppiata never + where, invece, contiene sia un elemento spaziale (where) che uno temporale (never): molto più interessante!

La parte curiosa, però, arriva adesso. A pensarci bene, nessundove ha già una sua traduzione letterale in inglese, senza scomodare il neologismo di Gaiman: nowhere. Nessun + dove = no + where.
Ancora meglio: se proviamo a fare il percorso all’inverso partendo da nowhere, ci accorgiamo che non esiste una parola italiana che ne sia la traduzione. Possiamo dire “in nessun luogo”, “da nessuna parte”, ma non possiamo condensare il tutto in una singola parola. Se potessimo, sarebbe ovviamente nessundove.

Quindi, non solo in italiano non abbiamo un neverwhere. Non abbiamo nemmeno un nowhere!
O, quantomeno, io non l’ho trovato da nessuna parte ;)

Ah, litalia

Sunday, September 21st, 2008

Come ho avuto modo di dire già qualche tempo fa, ho smesso di seguire quotidianamente giornali e telegiornali, limitandomi quasi sempre a scorrere velocemente i titoli tramite feed reader.

Mi sono chiesto più volte se questa scelta non sia alla lunga controproducente: sto forse perdendo informazioni che potrebbero essere preziose? Qual è l’impatto sociale di trovarsi quasi sempre fuori dal torrente dell’informazione?

A queste domande in realtà non ho ancora risposta. Un indizio potrebbe forse venire dalla vicenda Alitalia.

Ho seguito le ultime traversie della nostra compagnia di bandiera in modo piuttosto saltuario, ma comunque carpendo brandelli di informazione qua e là – in parte volontariamente, in parte per l’esposizione passiva all’informazione che ad oggi pare inevitabile. Quello che emerge, nella mia visione, è un quadro talmente surreale che mi chiedo se davvero a qualcuno tutto ciò possa sembrare normale – e, in questo caso, se non sia proprio l’immersione continua in giornali e tg a diluire in qualche modo l’assurdità della situazione.

I fatti, come li ho percepiti io:

  • Mesi fa – con Alitalia che già perdeva vagonate di euro ogni giorno – un’offerta di Air France è stata rifiutata a causa dei sindacati e della volontà di mantenere a tutti i costi una compagnia aerea italiana.
  • In clima pre-elettorale, Berlusconi ha sbandierato un possibile salvataggio ad opera di una cordata di imprenditori, che però si è risolto in una bolla di sapone.
  • L’Unione Europea non ha mai visto di buon occhio aiuti di Stato all’Alitalia.
  • Qualche mese dopo, in crisi sempre più nera, il governo escogita un trucco geniale, ma dal sapore vagamente immorale: si scorporano i debiti di Alitalia in una “bad company”.
  • I debiti spariscono, gli imprenditori riappaiono: ora la famosa cordata è disposta a comprare la “good company”. I debiti della “bad company” finiranno sulle spalle dello Stato, cioè le nostre.
  • I sindacati si oppongono strenuamente all’accordo, mostrando un autolesionismo raro sia dal punto di vista economico (così facendo i lavoratori perdono il posto) che comunicativo (diventano i capri espiatori di tutte le colpe di Alitalia).
  • Sfumata di nuovo l’idea della cordata, Alitalia viene rimessa sul mercato. Sai mai che qualche società distratta la compri per sbaglio.

C’è qualcosa che mi sono perso e che aiuterebbe a rendere tutto questo anche solo vagamente sensato?

Ditemi di sì, per favore.

Esportiamo topi

Tuesday, December 25th, 2007

Ho sempre creduto che Topo Gigio fosse un personaggio esclusivamente italiano. Ho scoperto invece per caso che è stato esportato con successo in molti paesi dell’America Latina, negli Stati Uniti e persino in Giappone, dove è conosciuto come トッポ・ジージョ (la cui lettura deve suonare più o meno come Toppo Jiijiyo).

Tra l’altro scopro su Wikipedia che i giapponesi avevano creato nel ’92 (o forse nell’88) una serie animata che aveva per protagonista un Topo Gigio venuto dal futuro (di cui mi par di ricordare vagamente la sigla) e nel 1967 un film di animazione intitolato Topo Gigio e la guerra del missile (トッポ・ジージョのボタン戦争/Toppo Jijo no botan senso).

E con questa perla di informazioni superflue, auguro a tutti Buon Natale. メリークリスマス! :D

Ma dove sono stati finora?

Saturday, December 8th, 2007

Non mi sogno neanche di entrare nel merito della nuova cacciata di Luttazzi da una TV italiana. Riassumo solo per chi non ne fosse al corrente: il programma Decameron di Luttazzi è stato sospeso da La7 a seguito di una battuta pesante che coinvolge Giuliano Ferrara.

La cosa ridicola è che quella battuta è vecchissima: ricordo di averla già sentita almeno una volta (ma verosimilmente più di una volta) in qualche spettacolo di Luttazzi. I responsabili di La7 che hanno assunto Luttazzi concedendogli “la più totale libertà creativa” che cosa si aspettavano? La recita natalizia della Vispa Teresa?

Biru Biru

Sunday, October 14th, 2007

Ho sempre avuto qualche perplessità riguardo i Podcast: è indubbiamente attraente la possibilità di ascoltarli mentre si va in giro, ma i livelli di rumore medi di una città mi sembrano francamente incompatibili con l’ascolto attento che questi richiederebbero.

Nell’ultimo periodo, comunque, ho sviluppato un percorso tattico tra la metro e l’ufficio in modo da minimizzare il rumore (pur mantenendo basso il tempo di percorrenza :D) e ho quindi deciso di provare l’ascolto di qualche podcast.
Dal momento che il mio iPod è stato acquistato in Giappone, quale scelta migliore che non i podcast di Japanesepod101.com?

I podcast in questione sono delle brevi lezioni di giapponese e apparentemente sono molto ben fatti. Sulla loro effettiva utilità nell’apprendimento di una lingua non sono in grado di pronunciarmi, ma di sicuro i pochi che ho ascoltato finora sono stati fonte di spunti interessanti. A parte alcune conferme su teorie linguistiche che avevo elaborato in Giappone o raccolto qua e là per la rete, ho scoperto cosa significa biru (ビル) – e, incidentalmente, quanto sia importante la pronuncia per distinguerlo da biiru (ビール), ovvero birra :D.

Ora, biru è in realtà l’abbreviazione di birudingu (ビルディング): se leggete alla giapponese questa parola (che sembra provenire da un dialetto africano :D) capirete subito che si tratta del termine inglese building. In effetti biru deriva dall’inglese e significa proprio “palazzo”.

Dopo questa chilometrica intro, qual è il vero succo del post?
Il fatto è che, appena ho sentito pronunciare biru nel podcast, mi è saltato in mente il biru biru, quel curioso tamagotchi umano creato da Claudio Bisio per un’edizione di Mai dire Gol di tanti anni fa. Pensare a Bisio che (suppongo inconsapevolmente) urla “palazzo palazzo!” durante una trasmissione televisiva mi ha fatto sorridere per tutta la durata del podcast :D

30 titoli in cerca di lettore

Thursday, September 27th, 2007

Giusto per avere un riscontro effettivo al mio post di ieri (altresì noto come “quando leggo i titoli su corriere.it sono contento di non essermi sorbito le notizie estese in TV”, ho pescato una trentina di titoli consecutivi dal feed del Corriere. Sono in ordine inverso rispetto alla data di pubblicazione. Vediamo un po’…

  • Spiderpork, la mania targata «Simpson»
    Iniziamo con un bello spoiler!
  • Finanziaria, giù le imposte per le imprese
    …zzz…
  • Sicurezza stradale, governo battuto
    Alé, grandi novità…
  • Il pensionato che ruba per fame? Una bufala
    Ora che lo so mi sento meglio
  • Stato di necessità giustifica occupazione casa
    Ah
  • Wimax, Gentiloni accelera. Ma gara in salita
    Sulla tecnologia ho fonti ben migliori
  • Vivere 100 anni: meditazione e poche proteine
    Ehi, come mai questo non è stato pubblicato ad Agosto?
  • Cina, al bando spot sexy e i reality «scabrosi»
    Accidenti…
  • Firenze: picchia l’ex moglie e le lancia l’acido
    Brr… questa veramente era meglio non sentirla
  • Nuovo record per l’Euro sul dollaro
    Interessante, se solo trovassi qualcosa da comprare in dollari… :D
  • Roma: scontro tra bande, 1 morto e 2 feriti
    Brr again
  • Alberto e quelle piccole tracce «Ecco le prove che lo accusano»
    Basta con questa storia, non se ne può più
  • Vertice, strappo con sinistra: Mastella non va
    Mastella mi fa venire l’orticaria
  • Birmania: spari su folla, caccia ai reporter
    Brr
  • Allarme tavola: solo quattro italiani su dieci mangiano «bene e sano»
    Ma di cosa altro avete parlato ad Agosto?
  • L’ira di Mastella, solidarietà di Prodi
    La smettiamo di parlare di Mastella?
  • Mutu frena la corsa della Roma – Ibra trascina l’Inter all’aggancio
    Vade retro calcio, meno ne sento parlare e meglio sto
  • Da Al Qaeda il mazzo di carte dei «bersagli»
    Ah
  • Mastella: non vado al vertice di maggioranza
    ANCORA?!?
  • Borsa in rialzo: Mibtel + 0,86%
    Non rientro nel target
  • Gaza, attacchi israeliani: morti 9 palestinesi
    Questa sarebbe da “brr”, ma la sovraesposizione deve avermi reso cinicamente impassibile
  • Coco all’Isola dei Famosi: 250mila euro
    Ok, siete riusciti a farmi girare le balle, grazie mille
  • Finanziaria, stop della Cosa rossa
    Non voglio neanche sapere :D
  • L’Italia candida Tornatore all’Oscar
    Ok
  • La Roma senza Totti va a Firenze – Inter e Milan cercano il riscatto
    Non me ne potrebbe fregare di meno
  • Rcs, da Consob supermulta a Ricucci
    Ah
  • L’euro sale ancora, supera quota 1,4160
    Quasi quasi faccio un salto su Amazon
  • «Stop alla criminalizzazione di Mastella»
    @!#&%*$!!
  • «Alberto non sta bene, va scarcerato»
    Questa l’ho già sentita…
  • Maltempo su tutto il Nord, allarme in Veneto
    Maltempo? Ma dai? Mi era venuto il sospetto ieri quando sono tornato a casa con le scarpe e i pantaloni gocciolanti di pioggia…

TV-spam

Wednesday, September 26th, 2007

Da qualche settimana in casa siamo senza televisione: era prevista una breve assenza per i lavori di rifacimento del soggiorno ma poi vari impegni più pressanti hanno rimandato l’acquisto del nuovo e mirabolante schermo che dovrebbe prendere il posto del vecchio catodico.

Il fatto è che io da settimane non vedo più la televisione e la cosa mi procura una certa inaspettata soddisfazione.

Intendiamoci: negli ultimi tempi non è che la guardassi poi molto. Tra DVD, Internet e la solita Cronica Mancanza di Tempo le mie visioni si erano ristrette quasi unicamente ai telegiornali.
Però ora, quando scorro velocemente i titoli di corriere.it nel mio feedreader, non posso fare a meno di provare sollievo al pensiero che non sono stato ammorbato con l’ultima inutile dichiarazione politica, con l’ultimo scandaletto-presto-dimenticato, con l’ultima polemica o porcata passata in TV.

Certo, in questo modo sono molto meno informato di prima. Ma se per venire a sapere una cosa interessante devo sorbirmene 10 che vanno dall’inutile all’irritante al francamente disgustoso, forse è meglio così.

Change

Friday, June 1st, 2007

Change
Bring on the changes

Incognito – Change

In questi giorni ho dei lavori in casa, che mi hanno privato per qualche tempo di Internet. Al di là del fatto che quando mi sono riconnesso sono stato sommerso dai feed non letti, è stato curioso notare come si possano notare dei dettagli sulle proprie abitudini solo cambiando, uscendo da esse e guardandole dall’esterno.

Da qualche anno ho praticamente smesso di guardare la televisione. Non mi sono mai chiesto il perché, ma trovandomi improvvisamente con una serata libera di fronte e non potendo occuparla con le solite navigazioni web, sono stato ineluttabilmente risucchiato verso la scatola magica della tv… non che ne abbia tratto grande soddisfazione, ma ha assolto il suo scopo principale, ovvero farmi passare del tempo. Curioso: non me ne sarei mai accorto, se non avessi rotto temporaneamente con le mie abitudini.

Chi ben comincia… sbaglia il finale.

Wednesday, May 23rd, 2007

Ho appena visto l’episodio conclusivo della prima stagione di Heroes.

Pessimo. Come gettare alle ortiche tutto il credito guadagnato con una buona serie, in 10 minuti.